Calo demografico in Puglia: la Cisl lancia l’allarme sul futuro economico della regione

La Puglia continua a perdere popolazione. A lasciare l’allarme è la Cisl regionale, dopo la pubblicazione del Bilancio demografico 2025 dell’Istat che non lascia alcuna, diversa interpretazione.
In 26 anni la regione ha perso oltre 168 mila abitanti: al primo gennaio 2026 i residenti sono scesi a 3 milioni e 865 mila, in calo rispetto all’anno precedente. Un trend negativo che non risparmia nessuna provincia. Riguarda, infatti, tutti i principali centri con uniche eccezioni per Bari e Lecce, dove si registra una lieve crescita.

Numeri che presentano una duplice lettura: da un parte sono diminuite le nascite, con il tasso di fecondità scendo a un figlio per donna, al di sotto della media nazionale, mentre aumenta l’età media delle madri. Dall’altro sono aumentati i trasferimento verso le altre regioni italiane o anche all’estero, sopratutto da parte dei giovani e dei laureati.

Unica nota positiva è il numero crescente della presenza straniera, che supera le 165 mila persone.
Per il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, si tratta di un fenomeno che rischia di compromettere il futuro economico e sociale del territorio, impoverendo il capitale umano e il mercato del lavoro.
Da qui l’appello a un “patto generazionale”, con politiche mirate a favorire occupazione di qualità, soprattutto per giovani e donne, investimenti in formazione e innovazione e misure a sostegno della natalità.
Un obiettivo che, sottolinea la Cisl, può essere raggiunto solo attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni, imprese, sindacati e sistema formativo.