Puglia terza regione d’Italia per impatto dell’Imu sul reddito delle famiglie

Il commento di Uil Puglia sul rapporto Imu 2024: “Situazione insostenibile”

La pressione esercitata dall’imposta sugli immobili Imu sui redditi delle famiglie pugliesi è pari al 7%, facendo della Puglia la terza regione d’Italia per impatto sulle tasche dei cittadini, seguita solo dalla Campania, che raggiunge il 9% e la Sardegna, con l’8%. A rivelarlo sono i risultati dell’analisi condotta dal Servizio Politiche Economiche, Fiscali e Previdenziali della Uil nel rapporto Imu 2024 che mette in evidenzia un sistema iniquo che penalizza soprattutto le regioni meridionali. “È necessaria una riforma del catasto che renda la tassazione sugli immobili più equa – è il commento di Gianni Ricci, segretario generale Uil Puglia –. Il carico fiscale che pende sulle famiglie pugliesi è già troppo alto. È indicativo notare come il carico maggiore si registra proprio nelle regioni meridionali, dove il reddito pro-capite è più basso e il peso della tassazione incide maggiormente”.

Il rapporto si focalizza sui costi Imu per le prime case di lusso e per le seconde case. Nella prima categoria, a fronte di una media nazionale di 2.531,07 euro, nessuna provincia pugliese è tra le dieci più care, ma neanche tra le dieci meno care. Tuttavia a Bari si pagano mediamente 3.108,58 euro annui. A Brindisi 2.726,39, a Lecce 3.086,10. Se invece ci si focalizza sul costo dell’Imu per una seconda casa, Bari compare tra le dieci città più care, all’ottavo posto nella classifica nazionale con un costo annuo per l’imposta municipale unica di 1.435,25. Ad essere soggette ad Imu sono anche le pertinenze, guardando a quelle riferite alle prime case di lusso, Bari sale al quarto posto nella classifica nazionale con un costo anno di 177 euro a fronte di una media nazionale di 99,10. “Una situazione insostenibile – commenta ancora Ricci –. Per questo chiediamo una riforma che tenga conto delle disparità tra le varie regioni, che sia proporzionale al reale valore degli immobili e alla capacità contributiva dei soggetti, tenendo conto delle specificità dei territori”.