Pietro Simonetti sulla “gestione disastrosa” del Centro di rimpatrio di Palazzo San Gervasio
In una dura nota, Pietro Simonetti, in passato Presidente del Coordinamento Politiche Migranti e Rifugiati Regione Basilicata, attualmente componente dello CSERES ( Centro Studi e Ricerche economico-sociali) torna a parlare del Centro di rimpatrio di Palazzo San Gervasio nel potentino, aperto in fretta e furia per fronteggiare l’industria della paura, che è al centro di recenti inchieste giornalistiche che hanno mostrato la gestione disastrosa della struttura carente di tutto.
La sua apertura – spiega Simonetti – è stata resa possibile dalla rinuncia della Amministrazione locale a gestire l’area, che sarebbe stata destinata a sito di accoglienza per gli stagionali, e dalla opportunità colta al volo dal Ministero dell’Interno.
Nonostante una spesa di oltre 5,5 milioni di euro per la costruzione e altri 2,5 milioni per gli adeguamenti, il Centro di rimpatrio di Palazzo ha prodotto esiti negativi, anche a causa della gestione affidata a privati. Questi hanno portato ad una inchiesta con arresti che coinvolge anche l’ex Sindaco, e il processo è ancora in corso.
È ora di lavorare per chiudere questa struttura che sottrae le forze di polizia di Stato in Basilicata ai loro compiti istituzionali e che rappresenta un sito dannoso e indegno per le persone coinvolte. Il silenzio della Regione e di alcune forze sociali e del volontariato su questa vicenda è allarmante e richiede l’adozione di iniziative concrete per eliminare questa struttura.

