Decaro: “Si chiudono le scuole e si incoraggia la movida, così non va”

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari è critico contro la decisione di consentire l’asporto dopo le 18. Il ministro Speranza chiarisce che vale solo per enoteche e esercizi di commercio al dettaglio di bevande

Da un lato la chiusura delle scuole, dall’altro decisioni che incentivano la movida. A mostrarsi scettico su alcune decisioni contenute nel nuovo Dcpm a firma del primo governo Draghi, è Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci. Il primo cittadino evidenzia come nel decreto sia contenuta una stretta sul mondo scolastico con l’interruzione della didattica in presenza, ma allo stesso tempo si sia eliminato il divieto di asporto dopo le 18, favorendo, dice, “gli assembramenti nei luoghi della movida e nei pressi di bar e locali frequentati perlopiù dai ragazzi”. A chiarire la situazione è poi il ministro della Salute Speranza, il quale precisa che vige ancora il divieto di asporto per le attività dei bar dopo le 18. La possibilità di portar via i drink vale solo fino alle 22 per le enoteche o gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande, fermo restando il divieto di consumo sul posto. A prescindere dalla precisazione sui codici Ateco, per Decaro comunque così si va incontro a un aumento degli assembramenti in strade e piazze. “Lo abbiamo detto e ripetuto al precedente governo così come all’attuale – ribadisce il presidente dell’Anci. “Le uniche misure di restrizione sembrano riguardare le lezioni in presenza. Così non va”. “Gli stessi ragazzi che il Governo dice di voler preservare dai luoghi del contagio, consentendo la sospensione delle lezioni in presenza, – continua il sindaco di Bari – vengono autorizzati ad affollare i luoghi della movida. Sinceramente così a non capire il senso delle norme non sono soltanto genitori, ragazzi e cittadini in genere, ma anche noi sindaci che rischiamo di diventare solo il bersaglio delle richieste di fare controlli senza averne neanche la competenza”. “Ho posto nuovamente al governo e al ministero dell’Interno il tema dei controlli sugli assembramenti su strade o piazze da parte delle forze dell’ordine”, spiega il sindaco di Bari, che conclude: “Far sì che si accetti l’interruzione delle lezioni in presenza diventa più complicato se ogni sera ci sono centinaia di ragazzi in giro nei luoghi della movida”.