Ilva, Fim Cisl: “Politica non pensi al 4 marzo ma tuteli i lavoratori”

“Mentre la trattativa ILVA registra ulteriori rinvii e ritardi, cresce l’esasperazione dei lavoratori diretti e soprattutto delle ditte dell’appalto. I primi, a casa da tempo, gli altri senza stipendio”. Cosi la Fim Cisl di Taranto: “A questo facevamo riferimento quando più volte abbiamo denunciato le lungaggini della trattativa e la necessità di far presto. A pagare in termini economici l’attuale situazione di Ilva non è che la collettività. Tirar per le lunghe il negoziato – per il segretario dei metalmeccanici Valerio D’Alo’ – non farà avviare gli investimenti previsti (complessivamente pari a circa 5 miliardi di euro), utili alle opere di adeguamento ambientale e di rilancio del sito di Taranto, e alla ripresa delle attività per le ditte dell’appalto”.

La Fim Cisl attacca poi la confederazione degli industriali: “Di certo l’atteggiamento di Confindustria nell’ultimo periodo non aiuta, anzi: strumentalizza una reale ed evidente difficoltà (quella dei vecchi crediti non riscossi), facendola però ricadere totalmente sulle spalle dei lavoratori. Atteggiamento che riteniamo dannoso e inaccettabile”.

Altro tema, al copertura dei parchi: “In questi giorni avremmo dovuto assistere all’avvio della cantierizzazione della copertura dei parchi minerali e mentre a Taranto si soffre per l’ennesimo Wind Day, bisognerà far luce sulla responsabilità dell’ennesima cosa non fatta o fatta dopo, a scapito della salute dei cittadini. Nel mezzo dei rinvii ci siamo noi, i cittadini ed i lavoratori di Taranto – conclude D’Alò – auspichiamo che non si voglia traguardare il 4 marzo, facendo leva sul senso di responsabilità secondo cui salute, ambiente e lavoro, devono prevalere sulle necessità della politica”.