Confapi Matera: appello alla Regione sulle estrazioni nei fiumi lucani
Confapi Matera torna a chiedere una modifica delle regole regionali sulle estrazioni di materiale litoide dai fiumi. Secondo la sezione Edili, l’attuale sistema autorizzativo sta penalizzando le imprese, rallentando i cantieri e aumentando i rischi per il territorio
Da oltre quattro anni la sezione Edili Aniem di Confapi Matera chiede alla Regione Basilicata di modificare la normativa che disciplina le autorizzazioni per l’estrazione di materiale litoide dagli alvei dei fiumi.
Secondo l’associazione, il sistema attuale, basato sulle segnalazioni dei Comuni, è troppo lento e non consente una manutenzione efficace dei corsi d’acqua.
Confapi sostiene che questa situazione abbia conseguenze su più fronti. Le imprese estrattive denunciano il blocco delle attività e il rischio di licenziamenti. Nei cantieri stradali e ferroviari, invece, manca il materiale necessario e si ricorre sempre più spesso a forniture provenienti da fuori regione.
L’associazione richiama anche il tema della sicurezza del territorio. Alvei non manutenuti, spiega, potrebbero aumentare il rischio di esondazioni con l’arrivo della stagione delle piogge.
Per questo la sezione Edili ricorda di aver predisposto una proposta di legge regionale che punta a semplificare le procedure autorizzative e a rendere più rapidi gli interventi di manutenzione fluviale.
Tra le richieste anche la riunificazione delle competenze amministrative sulle cave di versante e sulle estrazioni degli inerti fluviali, oggi affidate a dipartimenti diversi della Regione

