Accordo per Natuzzi, utilizzo della cigs al 62% e incentivi all’esodo

Svolta decisiva nella vertenza Natuzzi: dopo ore di serrato confronto a Roma, azienda e sindacati firmano l’accordo per tutelare i 1755 lavoratori dei siti murgiani. L’intesa, raggiunta al Ministero del Lavoro alla presenza del Mimit, delle Regioni e dei sindacati, fissa il limite di utilizzo della Cigs al 62% fino alla fine del 2026, riducendo sensibilmente l’ottanta per cento originariamente richiesto dall’azienda. Il provvedimento stabilisce inoltre uno stanziamento aziendale di 6 milioni di euro per l’incentivazione all’esodo su base volontaria. Le modalità attuative della platea saranno approfondite mercoledì nel quartier generale di Santeramo in Colle.

Soddisfazione espressa dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, che ha garantito l’attivazione di misure di politica attiva e riqualificazione per i lavoratori. Sebbene l’accordo metta in sicurezza la forza lavoro in questa fase, i sindacati precisano che la vertenza resta aperta. Il confronto si sposterà ora al tavolo permanente del prossimo 27 maggio al Mimit, dove verranno discussi il piano di rilancio industriale, la riorganizzazione produttiva e l’eventuale ingresso di Invitalia nel capitale sociale.

Sulla firma è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, definendo l’accordo sulla Cassa integrazione un primo passo nella giusta direzione e un elemento decisivo in vista del tavolo del 27 maggio a Palazzo Piacentini. L’obiettivo dell’incontro ministeriale – ha sottolineato Urso – sarà quello di avviare un confronto per definire un piano serio e credibile, capace di garantire la piena sostenibilità industriale, la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva di un’azienda simbolo del Made in Italy