Bari, sopralluogo in piazza San Pietro: Leccese e la nuova soprintendente elogiano l’opera di Tresoldi

Installazione monumentale per valorizzare l’area archeologica: “Baresi orgogliosi della loro storia”

Il sindaco Vito Leccese ha incontrato stamattina la nuova soprintendente Francesca Romana Paolillo sul cantiere dell’area archeologica di piazza San Pietro a Bari, insieme all’artista Edoardo Tresoldi, per verificare lo stato dei lavori e spiegare perché il progetto punta a far crescere turismo e identità cittadina.

Il primo sopralluogo congiunto tra Comune e Soprintendenza si è svolto tra le strutture in allestimento che accoglieranno l’installazione monumentale di Tresoldi, parte del più ampio programma di restauro e valorizzazione dell’Area di San Pietro e del Museo archeologico di Santa Scolastica, sostenuto dal Ministero della Cultura con fondi europei. “Questo intervento di livello internazionale ricostruisce un pezzo di storia di Bari. Dimostra che si può proteggere il passato con una visione moderna. I baresi potranno esserne orgogliosi”, ha detto Leccese. Paolillo ha parlato di “lavoro serio e di prospettiva”, ricordando che i prossimi mesi saranno decisivi per offrire ai visitatori la lettura completa della stratificazione del sito.

Il progetto prevede percorsi attrezzati di visita, illuminazione, un centro servizi e l’opera di Tresoldi che restituirà i volumi della chiesa di San Pietro e del convento francescano. L’area, all’estremità settentrionale della città vecchia, custodisce tracce dalla Protostoria all’età romana, fino al Medioevo, con fondazioni della chiesa di San Pietro Maggiore e testimonianze del successivo complesso conventuale. Il cantiere nasce dopo la consegna, nel 2023, dell’area dalla Città Metropolitana al Segretariato regionale del MiC, passaggio ritenuto necessario per la valorizzazione.

Gli scavi hanno una storia lunga: primi lavori nel 1912 con Michele Gervasio, nuove campagne negli anni Ottanta con Nino Lavermicocca, poi approfondimenti nel 2005 e nel 2012. Tra i reperti segnalati spicca un anello in oro con gemma incisa di età romana. L’obiettivo indicato dagli enti è duplice: tutela delle strutture e fruizione pubblica, con una narrazione chiara della storia del sito e della città.