Udienza del Tribunale del Riesame per Sandrino Cataldo: i legali chiedono la revoca dei domiciliari

Ha rinunciato al ricorso al Riesame per ottenere l’annullamento della misura degli arresti domiciliari Armando De Francesco, arrestato il 4 aprile scorso. De Francesco, assistito dall’avvocato Nicola Quaranta, è uno dei 10 indagati sottoposti a misure cautelari nell’inchiesta su due distinte associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione elettorale che avrebbero operato in occasione delle amministrative di Grumo Appula e della Regione Puglia nel 2020 e del Comune di Triggiano nel 2021. In queste ore la discussione dei ricorsi di Sandro Cataldo, posto ai domiciliari, ritenuto la mente dell’associazione criminale nonché marito dell’allora assessore regionale Anita Maurodinoia (indagata a piede libero), dimessasi dall’incarico e dal Pd, e dell’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, dimissionario e sospeso dalla carica dalla Prefettura dopo essere finito anch’egli ai domiciliari. Nell’inchiesta che ha portato Cataldo, detto “Sandrino” agli arresti domiciliari, “la congettura è stata elevata a sospetto e il sospetto ad elemento di prova”. Lo sostengono i difensori dello stesso Cataldo a margine della discussione dinanzi al tribunale del Riesame al quale chiedono l’annullamento della misura degli arresti domiciliari per il loro assistito. I difensori sostengono che il quadro indiziario contestato dalla Procura “sia insussistente perchè manca sia l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale sia la corruzione elettorale stessa, che se c’è è attribuibile ad altri soggetti”. La difesa ha depositato ai giudici del Riesame una memoria di 44 pagine con numerosi allegati dalla quale emergerebbe, secondo i legali “la capillare attività politica svolta dall’indagato che non lo ha mai portato a compiere reati”. La decisione sulla conferma o sulla revoca degli arresti domiciliari è attesa entro il 26 aprile, mentre è slittata al 24 aprile l’udienza del Riesame per l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli.