Porto Cesareo: nasce il Parco archeologico sommerso costiero
Per la prima volta un patrimonio rimasto nascosto per oltre tremila anni diventa visitabile da cittadini e turisti. Tra fondali, passerelle costiere e itinerari nasce a Porto Cesareo il Parco archeologico sommerso e costiero, un museo diffuso dove la storia si esplora camminando sulla riva o nuotando tra i resti di antichi insediamenti.
Il nuovo parco apre al pubblico con un percorso che attraversa oltre tre millenni di storia, dall’età del Bronzo all’epoca romana, valorizzando uno dei più importanti patrimoni archeologici sommersi del Mediterraneo.
Due i principali siti visitabili. A Scalo di Furno si conserva un grande villaggio fortificato dell’età del Bronzo. A Torre Chianca, invece, il mare custodisce un insediamento romano con una necropoli adagiata sul fondale.
Il progetto rappresenta il risultato di anni di ricerca scientifica condotta dall’Università del Salento e restituisce alla collettività un patrimonio finora conosciuto.
Il Parco sommerso e costiero restituisce alla comunità un patrimonio rimasto invisibile per secoli. Non è un museo da osservare a distanza, ma un paesaggio culturale da attraversare, a piedi e a nuoto. È archeologia pubblica nel senso più pieno del termine.
Per il sindaco Francesco Schito il nuovo parco rappresenta un traguardo storico per Porto Cesareo e per tutta la Puglia, destinato a diventare un motore di sviluppo culturale e turistico.
Il parco è aperto ai visitatori con un programma di attività gratuite su prenotazione: escursioni in barca a energia solare, visite guidate tra i siti archeologici, itinerari in canoa e Sup, noleggio di biciclette elettriche e percorsi di snorkeling. Un modo nuovo di vivere il patrimonio storico, dove il mare non nasconde più il passato, ma lo restituisce allo sguardo del presente

