Basilicata sud, ingresso nella Rete Mondiale del Turismo Religioso: accordo in definizione con il Gal “La Cittadella del Sapere”
Il territorio lucano punta a entrare nel circuito internazionale del turismo spirituale con l’adesione alla World Religious Tourism Network
L’Area Sud della Basilicata si prepara a entrare nella Rete Mondiale del Turismo Religioso, la World Religious Tourism Network, piattaforma internazionale dedicata alla promozione del turismo spirituale e alla valorizzazione dei territori.
L’adesione è stata richiesta dal Gal “La Cittadella del Sapere”, che coordina lo sviluppo dell’area sud-occidentale della regione, comprendente 27 comuni tra cui Maratea e i territori del Lagonegrese, del Pollino, della Val Sarmento, dell’Alto Sinni e della Val d’Agri.
L’accordo è in fase di definizione e rappresenta un passaggio verso l’ingresso ufficiale nella rete internazionale, presente in 18 Paesi e in espansione anche verso nuove adesioni in America Latina e Medio Oriente. Il coordinamento europeo della rete è affidato a Edit Székely.
A sostenere il percorso sono stati Biagio Maimone, coordinatore nazionale per l’Italia della rete, e Nicola Timpone, direttore generale del Gal e del Festival “Marateale”, con il supporto del presidente Franco Muscolino.
L’iniziativa punta a rafforzare la presenza della Basilicata nei circuiti del turismo religioso e culturale, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio diffuso fatto di santuari, chiese, itinerari devozionali e luoghi di pellegrinaggio immersi in contesti naturali di rilievo.
Tra i siti principali vengono indicati Maratea con la Basilica di San Biagio e il Cristo Redentore, il Santuario della Madonna Nera di Viggiano, il Santuario del Monte Sirino e quello della Madonna del Monte di Avigliano, insieme ai percorsi spirituali della Val d’Agri e alle aree del Parco del Pollino.
Secondo il Gal, il progetto punta a costruire un modello di turismo sostenibile legato alla spiritualità e all’identità dei territori, con possibili ricadute economiche e culturali per le comunità locali.
“L’ingresso nella rete consentirà di rendere visibile a livello internazionale la ricchezza spirituale dell’Area Sud della Basilicata”, si sottolinea nella nota del Gal. Per Maimone, il turismo religioso può diventare uno strumento di sviluppo integrato capace di unire cultura, accoglienza e valorizzazione dei luoghi.

