Capitale italiana del Libro 2027: Chiaromonte tra le 7 finaliste ministeriali

Chiaromonte è tra le sette città finaliste per il titolo di Capitale italiana del Libro 2027. Il piccolo centro del Potentino è stato selezionato dal Ministero della Cultura con il dossier “Le trame di Calliope”, insieme a Iglesias, Monreale, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Treviso.

“Chiaromonte è tra le sette città finaliste per il titolo di Capitale italiana del Libro 2027. È un motivo di orgoglio e soddisfazione ed è il risultato che premia la qualità di una proposta culturale rigorosa e proietta ancora una volta la Basilicata ai vertici del panorama culturale nazionale”, commenta il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

Per Bardi, la candidatura dimostra come anche “le realtà interne e i piccoli borghi sappiano farsi custodi e promotori di visioni culturali d’eccellenza”, capaci di parlare a un pubblico nazionale ed europeo attraverso la forza dei libri e della lettura. Il progetto lucano, aggiunge, rappresenta una sintesi tra memoria, identità e capacità di innovazione.

Il dossier “Le trame di Calliope” mette al centro il concetto di welfare culturale, proponendo la lettura non soltanto come pratica culturale, ma come strumento di cura, inclusione e contrasto all’isolamento sociale. L’obiettivo è promuovere il benessere delle persone e delle comunità, con particolare attenzione alle aree interne e alla ricucitura dei legami tra generazioni.

“Essere tra le finaliste a Capitale Italiana del Libro 2027 è un traguardo che ci riempie di orgoglio e che premia una visione coraggiosa della cultura”, sottolinea la sindaca di Chiaromonte Valentina Viola. “Con il nostro dossier, ‘Le trame di Calliope’, vogliamo dimostrare che i libri hanno un potere terapeutico e che la lettura è un pilastro fondamentale del welfare culturale, capace di curare le solitudini, stimolare la mente e unire le comunità”.

La candidatura è sostenuta da un partenariato che coinvolge istituzioni regionali, istituti di ricerca, presidi sanitari, associazioni e operatori culturali, con l’obiettivo di costruire un modello in cui cultura, sociale e salute pubblica collaborino.

Secondo Viola, il risultato raggiunto è frutto del lavoro della comunità e della rete di partner che ha contribuito a trasformare l’idea in un progetto concreto. “Abbiamo dimostrato che, unendo le forze tra cultura, scienza e sociale, anche un piccolo borgo può farsi portatore di un modello di welfare innovativo a livello nazionale”, aggiunge.

Ora Chiaromonte si prepara all’audizione pubblica davanti al Ministero della Cultura, in programma il 29 settembre a Roma. “Ci prepariamo alle audizioni ministeriali con la consapevolezza del valore del nostro messaggio: la cultura che cura e che si prende cura del territorio”, conclude la sindaca.

Anche la Regione Basilicata ha annunciato il proprio sostegno alla comunità di Chiaromonte in vista dell’appuntamento romano. Per Bardi, la finale rappresenta una “bellissima vetrina” per valorizzare il patrimonio lucano e dimostrare come la cultura possa diventare un motore di crescita sociale ed economica.