Consumo di suolo: in Puglia consumato lo 0,52% mentre la Basilicata 0,31%
Il territorio italiano cambia ancora: nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente
Il suolo è una risorsa essenziale per la nostra vita. La sua erosione è un pericolo perché causa dissesto idrogeologico, riduce la disponibilità di risorse alimentari e idriche, limita la capacità di stoccaggio del carbonio e esaspera gli effetti della crisi climatica.L’Italia dovrebbe ripristinare almeno il 30% delle aree terrestri e marine degradate entro il 2030. Questo ha un solo significato: le città si espandono, la cementificazione avanza, aree verdi e terreni agricoli si riducono. In Puglia si è consumato lo 0,52% del suolo, mentre in Basilicata 0,31%. A dirlo è l’Ispra nel suo rapporto annuale che fotografa il territorio italiano. La Puglia è al terzo posto nella classifica nazionale dopo Lombardia ed Emilia Romagna con un più 818 ettari consumati mentre la Basilicata più 113.
Territorio che cambia ancora: nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Con oltre 78 km2 di consumo di suolo netto si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio. A fronte di poco più di 5 km² restituiti alla natura, il quadro resta sbilanciato: ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato un tassello dopo l’altro.

