Puglia al voto: la sfida che nessuno vuole perdere, ma qualcuno rischia di non giocare

La data è fissata. Domenica 23 e lunedì 24 novembre, la Puglia torna alle urne. Si vota per scegliere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il Consiglio. Ma a due mesi dall’appuntamento, lo scenario è tutt’altro che chiaro. Anzi.

Il mandato di Michele Emiliano si è chiuso il 21 settembre. Cinque anni fa, il governatore uscente vinse con oltre 870mila voti, surclassando il centrodestra. Ma oggi Emiliano non sarà della partita. Al suo posto, il centrosinistra schiera Antonio Decaro.

Europarlamentare, ex sindaco di Bari, volto noto del territorio, Decaro punta su una lista civica fatta di amministratori locali, attivisti, volti nuovi. “Nuova classe dirigente, nuove idee, radici nel territorio” sostiene. E la macchina elettorale è già partita.

A sostegno di Decaro, infatti, saranno presenti donne e uomini che non hanno mai avuto esperienze in Consiglio regionale. È questa la linea programmatica a cui si affida il candidato di centrosinistra alla poltrona di presidente della Regione Puglia nella definizione della sua lista per le prossime elezioni.
La lista civica ‘Decaro Presidente’ sarà presente in tutte le province pugliesi. Ospiterà sindaci, amministratori locali, professionisti, sindacalisti, attivisti del mondo associativo e personalità rappresentative nei loro territori, già impegnate nella politica quotidiana, dentro e fuori le istituzioni.
E il centrodestra? Nessun nome ufficiale. Solo voci, per il momento. Troppo rumore e zero decisioni. In queste settimane si sono susseguiti decine di nomi, ma nessuno ha davvero convinto. Da parlamentari come Mauro D’Attis (di Forza Italia) e Marcello Gemmato (di Fratelli d’Italia), ad outsider come l’imprenditore Francesco Distante, il giornalista Attilio Magistà o l’ex direttore Rai Paolo Fontana. Sul fronte degli amministratori locali, sono circolati i nomi dei sindaci Pippi Mellone (sindaco Nardò), Angelo Annese (primo cittadino di Monopoli) e persino Cosimo Cannito (sindaco di Barletta), che ha però già smentito pubblicamente qualsiasi coinvolgimento. E intanto, il tempo corre.

A Roma si litiga, intanto. In Puglia si attende. Ma senza un candidato, la coalizione rischia la figuraccia. E non una qualsiasi: la disfatta in una delle regioni chiave del Sud, proprio mentre si governa a livello nazionale.  “Manca tutto”, ammettono anche dentro il centrodestra. Progetto, leadership, voglia di rischiare. Perché sfidare il centrosinistra in Puglia significa accettare una battaglia durissima.

Decaro intanto organizza. Il centrosinistra corre, quindi. Il centrodestra si cerca. Ma se non arriva una scossa, il rischio è uno solo: lasciare il campo vuoto. E in politica, il vuoto si riempie sempre.