Apertura anno giudiziario a Bari, magistrato abbandonano la Corte d’Appelle in segno di protesta
Cartelloni contro la riforma del Governo
“In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Questa non è una carta morta, è un testamento, un testamento di centomila morti. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità lì è nata la Costituzione”. E’ questa la frase di Pietro Calamandrei esposta in segno di protesta su dei cartelli da parte dei magistrati durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario di Bari. La protesta delle toghe, che è si è diffusa in tutta Italia, è stata organizzata dall’associaizone nazionale dei magistrati per manifestare il dissenso di questi ultimi nei confronti della riforma delle seprazioni delle carriere voluta dal governo. Per questo motivo, a Roma, così come a Bari, i magistrati hanno abbandonato la sala nel momento in cui un rappresentante del governo ha preso la parola. Nel capoluogo pugliese infatti, prima dell’inizio del discorso del viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, i magistrati presenti in Corte d’Appello di Bari hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Ma non solo, il segretario generale di ‘Area’, corrente progressista dell’Anm, Giovanni Zaccaro, avrebbe addirittura consegnato dei dadi al viceministro, sempre in segno di protesta per il sorteggio dei membri del Csm. Un gesto che avrebbe poi suscitato la reazione stizzita di Sisto. “Quando ci si allontana non si dialoga, quando si esce si viene meno al confronto. Allontanarsi è prendersela con il Parlamento e quindi con gli italiani” – Ha poi continuato il viceministro – “La separazione delle carriere era nel nostro programma di Governo, non è una riforma contro nessuno, la nostra unica preoccupazione sono i cittadini”.

