Ilva. Sloping, sindacati: “No a produzione senza rispetto dell’ambiente”

Con una lettera all’Ilva, i sindacati metalmeccanici, chiedono chiarezza sugli sloping che negli ultimi giorni (comprese le mattine del 29 e del 30 gennaio) hanno riguardato il cielo di Taranto.

I sindacati “sollecitano controlli più serrati tali da evitare il ripetersi di simili nuovi episodi”. Si tratta di emissioni non convogliate, spesso documentate dagli ambientalisti, in particolare di Peacelink e del Fondo antidiossina.

«Fenomeni – scrivono le strutture di stabilimento Ilva della Fim Cisl – non certo da classificare come “occasionali”, verificatisi nel corso degli ultimi giorni nel reparto Acciaieria. Chiediamo un intervento immediato per mettere definitivamente la parola fine a queste situazioni, che alimentano ogni preoccupazione dentro e fuori lo stabilimento».

«Non sposiamo e non siamo assolutamente disponibili alla logica di una fabbrica che faccia produzione a prescindere. La vera scommessa su cui puntiamo da tempo – concludono dalla struttura della Fim Cisl di Ilva – è un ciclo produttivo rispettoso di Ambiente Salute e Sicurezza, lontano anche dagli slogan e da ogni forma di populismo».

Fonti vicine all’azienda fanno sapere intanto che “I fenomeni che si sono verificati nella mattina di ieri e di oggi in Acciaieria 1, che hanno generato due emissioni non convogliate dal tetto dell’acciaieria, visibili per alcuni minuti, non sono in alcun modo riconducibili a quanto verificatosi la scorsa settimana all’interno dello stesso reparto”.

Quindi, “in entrambi i casi si è trattato di una reazione nei convertitori dell’acciaieria: ieri nel Convertitore 2 durante la fase dello scarico dei fondenti, oggi nel Convertitore 3 durante la fase di carica liquida della ghisa”. E ancora, “nessuno dei due fenomeni ha provocato danni agli impianti, che hanno ripreso regolarmente la marcia. Tutte le autorità competenti sono state tempestivamente informate di quanto accaduto”.