Regione Basilicata: via libera per DDL Gestione rifiuti e bonifica siti inquinati

Obblighi alle società per le istanze di realizzazione e gestione di impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti. Approvato anche un odg collegato al Ddl a firma di Pittella. Eletti i 3 componenti della Consulta di garanzia statutaria

Il Consiglio approva a maggioranza il Ddl 22/2024 :“Integrazione alla legge regionale 16 novembre 2018, n. 35 recante (Norme di attuazione della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica di siti inquinati – norme in materia ambientale e della legge 27 marzo 1992, n. 257 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto)”.

“Il disegno di legge – si precisa nella relazione – nasce dall’esigenza di aggiornare la procedura amministrativa di cui all’art. 17 della L.R 35/2018 introducendo, per le Società proponenti le istanze relative alla realizzazione e gestione di impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, anche pericolosi, l’obbligo di presentare all’Autorità competente e prima del rilascio dell’autorizzazione: quadro economico finanziario del progetto asseverato da un istituto bancario o da un intermediario finanziario iscritto nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria o creditizia emanato con decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 oppure da una società di revisione ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, che ne attesti la congruità e la dichiarazione resa da un istituto bancario che attesti che il soggetto proponente l’impianto disponga di risorse finanziarie ovvero di linee di credito proporzionate all’investimento per la realizzazione dell’impianto. La norma non introduce nuove garanzie finanziarie ovvero bancarie.

Hanno votato a favore 12 consiglieri, Aliandro, Casino, Chiorazzo, Cifarelli, Fanelli, Fazzari, Leone, Marrese, Morea, Pittella, Polese e Tataranno. 3 gli astenuti, Araneo, Lacorazza e Verri.

Collegato al Ddl un odg a firma del consigliere Pittella, con il quale si evidenzia che “molti attori sociali e/o istituzionali segnalano la difficoltà di insediamento per attività produttive del settore rifiuti in aree industriali, ove insistono anche nuclei abitativi interni ed a servizio delle stesse zone industriali. L’ostacolo maggiore in tal senso, per aziende che potrebbero creare reddito e posti di lavoro aggiuntivi, è rappresentato proprio dall’attuale formulazione dell’art. 14 della L.R. n° 35/2018, come segnalato, a titolo esemplificativo, anche dal Comune di Pisticci ma la situazione critica riguarda tutte le aree industriali di più vecchia istituzione sul territorio regionale.

Con la modifica, pertanto, si deroga per la fattispecie a quanto previsto dalla tabella di cui al comma 9 dell’art. 14 della L.R, 35/2018, rimandando anche alla pianificazione urbanistica comunale. Si tratta anche di ristabilire un principio di equità, per situazione dove i piccoli nuclei abitativi sono nati a servizio e dopo gli agglomerati produttivi”. Con il dispositivo, si chiede la modifica all’art. 14 comma 9 della Legge Regionale n. 35 nei termini seguenti:

“A prescindere dai criteri di localizzazione riportati nel su richiamato allegato A è consentito il rilascio di nuova autorizzazione per gli impianti di trattamento finalizzato al recupero e/o riciclo del rifiuto, purché coerenti con le previsioni del P.R.G.R. e localizzati nelle aree destinate ad impianti produttivi industriali. La destinazione d’uso è attestata dal Comune mediante certificazione”.

Precedentemente, l’Assemblea ha eletto i tre componenti della Consulta di garanzia statutaria nelle figure di Donatello Cimadomo, Francesco Gallipoli e Fulvio Pastore.