Bari, a 45 giorni rischia la vita per una grave infezione: salvato al Giovanni XXIII
Il neonato è stato colpito da Sindrome emolitico-uremica e sottoposto a rianimazione e dialisi intensiva. L’infezione da Escherichia coli sarebbe avvenuta per trasmissione interumana dopo il consumo di latte crudo.
Aveva appena 45 giorni ed è arrivato all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari in condizioni gravissime, con la funzionalità renale seriamente compromessa. Dopo il ricovero in Rianimazione, le manovre invasive e la dialisi intensiva quotidiana, il piccolo è ora fuori pericolo e in dimissione.
Il neonato è stato colpito da Sindrome emolitico-uremica (Seu), conseguente a un’infezione da Escherichia coli. A seguirlo nella fase più critica è stata l’équipe della Rianimazione pediatrica diretta da Cristian Mirabile. Con il progressivo miglioramento delle condizioni è stato poi affidato alla Nefrologia pediatrica diretta da Mario Giordano.
Il piccolo non aveva consumato direttamente alimenti contaminati. Secondo le indagini epidemiologiche dell’unità operativa di Igiene del Policlinico di Bari, poi confermate dall’Istituto Superiore di Sanità, l’infezione sarebbe avvenuta per trasmissione interumana dopo il consumo di latte crudo.
«Quando il bambino è arrivato in ospedale le sue condizioni erano estremamente critiche», spiega Mirabile. Il medico sottolinea che non risultano descritti casi di Seu in bambini di età così precoce e che i pochi riportati in letteratura hanno avuto esito infausto.
Sul fronte della prevenzione, Giordano ricorda il protocollo regionale di sorveglianza attivo dal 2018. I casi, riferisce il direttore della Nefrologia pediatrica, sono passati dagli oltre 21 dell’epidemia dell’estate 2013 ai quattro registrati quest’anno.
Giordano richiama inoltre le indicazioni del Ministero della Salute, che raccomandano di evitare latte crudo e derivati nell’alimentazione dei bambini piccoli. In questo caso, però, il neonato non aveva assunto direttamente l’alimento.


