Anche a Bari i certificati “anti-Cpr”: medici sotto indagine per evitare il rimpatrio degli stranieri irregolari

La Procura di Ravenna indaga sulla presunta formazione e sul rilascio di certificazioni mediche false per evitare il trasferimento di cittadini stranieri irregolari nei centri per il rimpatrio.

La polizia, con lo Sco di Roma e la Squadra Mobile di Ravenna, sta eseguendo in queste ore perquisizioni anche a Bari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti certificati medici falsi utilizzati per impedire l’invio di cittadini stranieri irregolari nei Cpr.

I decreti, emessi dalla Procura di Ravenna, riguardano oltre venti medici nelle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese. Le perquisizioni sono locali, personali e informatiche. A eccezione di un caso, i professionisti interessati non risultano iscritti nel registro delle persone sottoposte a indagini preliminari.

L’inchiesta nasce da un precedente filone che aveva portato a perquisizioni nei confronti di otto medici in servizio all’epoca nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna. Per 34 certificati ritenuti falsi erano state ipotizzate le accuse di falso e interruzione di pubblico servizio. Per tre medici era stata disposta l’interdizione dalla professione per dieci mesi, mentre per gli altri era scattato il divieto di occuparsi di certificati destinati ai Cpr.