Matera, operazione della Guardia di Finanza contro lo spaccio di droga: sette misure cautelari
Eseguita un’ordinanza del GIP su richiesta della Procura di Matera. Coinvolte quindici persone, sette raggiunte da misure tra arresti domiciliari e obbligo di dimora
Nel corso della giornata odierna, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica.
Il provvedimento rientra in un’indagine su una serie di episodi legati all’acquisto, detenzione, confezionamento e cessione di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e cocaina, che sarebbero avvenuti nel territorio materano con modalità ripetute e in diversi contesti della città.
L’ordinanza riguarda complessivamente quindici indagati. Al termine della valutazione del GIP, sono state disposte misure nei confronti di sette persone: quattro sono finite agli arresti domiciliari, mentre per altre tre è stato stabilito l’obbligo di dimora nel comune di residenza con presentazione quotidiana alla Guardia di Finanza.
Per le restanti otto persone il procedimento prosegue senza misure cautelari, nell’ambito delle indagini preliminari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dalla Procura di Matera, l’attività avrebbe evidenziato una presunta rete di spaccio attiva sul territorio, con una suddivisione di ruoli tra chi avrebbe gestito l’approvvigionamento della droga, chi il confezionamento e chi la distribuzione al dettaglio.
Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche elementi relativi all’uso di applicazioni di messaggistica per organizzare gli incontri e le cessioni, con linguaggi ritenuti criptici e modalità di comunicazione indiretta. Le consegne sarebbero avvenute in varie zone della città, talvolta anche in contesti frequentati da giovani.
Il GIP ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e esigenze cautelari solo per alcuni degli indagati, graduando le misure in base al ruolo attribuito, alla continuità delle condotte e al rischio di reiterazione dei reati.
L’indagine, nella fase attuale, resta soggetta alla valutazione del giudizio e si inserisce nel procedimento penale ancora in corso. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

