L’Abi in Puglia per rafforzare sicurezza contro assalti a bancomat

Il direttore generale a Foggia e a Bari per intese con le prefetture

Rafforzare il rapporto con le prefetture per contrastare i fenomeni criminosi e l’escalation degli assalti alle filiali delle banche e agli sportelli ATM. E’ l’obiettivo degli incontri che il direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Marco Elio Rottigni, ha avuto oggi con il prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, e avrà domani a Bari con il prefetto Francesco Russo.

“Il percorso di stretta collaborazione, avviato anche con tutte le altre Prefetture della regione – dichiara in una nota Rottigni – ci vede impegnati a rafforzare ulteriormente le misure e i presidi di sicurezza in un’area particolarmente esposta. La sicurezza rappresenta una priorità assoluta per il settore bancario, che ogni anno investe circa un miliardo di euro per presidiare due fronti complementari: quello fisico, dai sistemi antirapina e antifurto alla protezione del trasporto valori, e quello digitale, con la cybersecurity. L’obiettivo è proteggere dati e operazioni da minacce sempre più sofisticate, incluse quelle che colpiscono gli ATM con modalità ibride, combinando tecniche fisiche e informatiche” ha concluso Rottigni.

A margine dell’ incontro in prefettura a Foggia è stato firmato il nuovo protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità. L’accordo è stato sottoscritto dal Coordinatore Nazionale di OSSIF (Centro di Ricerca ABI Sicurezza Anticrimine), Marco Iaconis, con il prefetto Grieco. All’incontro ha partecipato anche il presidente della Commissione Regionale ABI, Vincenzo De Marino. Il protocollo – riferisce la nota – prevede un focus specifico sulla rete degli ATM, attraverso il potenziamento dei sistemi di difesa attivi, come allarmi e videosorveglianza, e di quelli passivi, tra cui casseforti rinforzate, barriere fisiche e dispositivi di macchiatura che rendono inutilizzabili le banconote in caso di attacco. Tali strumenti, promossi in stretto raccordo con polizia di Stato, arma dei carabinieri e guardia di finanza, mirano a elevare gli standard di tutela per l’intera collettività.