Sciopero Cgil: da Melfi il grido d’allarme, ‘la Basilicata sta morendo’

La manifestazione del sindacato davanti allo stabilimento Stellantis

“La Basilicata sta morendo. Non lo dice la Cgil ma lo dicono i dati Istat e Svimez che raccontano di un Pil fermo e indietro rispetto al resto del Sud, una fuga dei giovani, soprattutto laureati, e di una desertificazione industriale e sociale”. Lo ha detto – secondo quanto reso noto in un comunicato – il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, intervenendo oggi a Melfi (Potenza) allo sciopero generale indetto dalla Cgil, a cui ha preso parte anche il segretario nazionale della Fiom Cgil, Samuele Lodi. La manifestazione si è tenuta davanti allo stabilimento Stellantis.
Il leader della Cgil lucana ha messo in evidenza che “cresce la cassa integrazione, mentre aumenta anche la percentuale di nuovi poveri, che hanno lavori discontinui. Gli interventi messi i campo sino a oggi dal governo regionale sono stati insufficienti. Per questo motivo chiediamo al governo Bardi di aprire una vertenza Basilicata a Roma ai ministeri competenti. Lo chiediamo oggi dalla piazza di Melfi, con un presidio e un corteo nell’area industriale di San Nicola, davanti allo stabilimento Stellantis, simbolo di quella che abbiamo chiamato vertenza Basilicata. Il nostro è un vero e proprio grido di allarme che ci auguriamo possa essere condiviso anche dalle altre sigle sindacali dopo lo sciopero di oggi, perché serve l’impegno di tutti, sindacati uniti, politica, istituzioni e mondo datoriale per ridare futuro e speranza a questa regione. È una lotta di giustizia sociale. Serve cambiare rotta subito, altrimenti la Basilicata è destinata a scomparire”.
“Le grandi vertenze che sul territorio regionale coinvolgono multinazionali e importanti player – ha aggiunto Mega – si stanno estendendo a macchia d’olio. Dopo Stellantis e il settore delle estrazioni petrolifere, adesso anche SmartPaper, realtà imprenditoriale storica del Potentino, rischia di lasciare a casa 400 lavoratori e lavoratrici, chiudendo le sedi storiche di Sant’Angelo Le Fratte e Tito. Alla Stellantis di Melfi la produzione è quasi ferma e si continua a procedere con la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo. Gli esuberi stimati, considerando l’indotto, sono molto superiori ai numeri forniti dall’azienda, considerato che nel solo stabilimento di Melfi si è passati da settemila dipendenti a 5.040”, ha concluso il segretario regionale lucano della Cgil.