Si spezza la corda durante i lavori e precipita nel vuoto: muore un operaio rumeno di 25 anni residente a Lizzanello (Le)
Un operaio di una ditta di edilizia acrobatica è morto precipitando da un’altezza di sette metri mentre era impegnato in lavori di manutenzione di uno stabile in viale Leopardi a Lecce. La vittima è un 26enne di nazionalità romena, Razvan Iulian Gurau, operaio della Edac Lecce. A quanto si apprende, la corda a cui era appeso ha ceduto facendolo precipitare dal quarto piano, per un’altezza di circa sette metri. A nulla è valso il tentativo del suo collega 22enne che ha tentato di trattenerlo. Il giovane per la rabbia ha sferrato un pugno contro un muro rompendosi la mano. Sul posto per i rilievi la polizia e gli ispettori dello Spesal. Approfondimenti in corso.
“Una nuova, terribile tragedia in un cantiere ha scosso la nostra comunità. Siamo profondamente addolorati per la scomparsa del giovanissimo edile di 25 anni, ci stringiamo al dolore della moglie, in attesa di un bambino, e dei colleghi della vittima. Uno di loro si è anche ferito nel tentativo di salvarlo, tentativo purtroppo vano”. Così il segretario generale della Filca-Cisl Puglia e reggente della Filca-Cisl Lecce, Antonio Delle Noci. “Razvan Iulian – aggiunge – era un nostro iscritto. La Filca è a completa disposizione dei familiari per tutta l’assistenza necessaria per le pratiche in Cassa edile, in un momento così drammatico per i parenti della vittima. Noi continuiamo a ribadire che ci vogliono maggiori controlli, con il supporto dei tecnici degli enti bilaterali. Inoltre proprio oggi abbiamo chiesto al ministro del Lavoro e ai presidenti delle commissioni Salute e Sicurezza di Camera e Senato un incontro urgente per afforntare il tema del rischio nei cantieri legato all’eccessivo caldo”. “Tutti i protagonisti, istituzioni, sindacati e aziende – conclude Delle Noci – devono unirsi in questa battaglia di civiltà per garantire la sicurezza nei cantieri e in tutti i luoghi di lavoro”
“Non si può continuare a morire di lavoro. Le tragedie cui assistiamo senza tregua sul nostro territorio sono ferite sociali che lacerano. Stavolta fa ancora più rabbia perché la vittima è un giovanissimo operatore edile su fune. Esprimiamo dolore e vicinanza alla sua famiglia, alla quale va il nostro cordoglio più profondo”. E’ stato il commento del coordinatore territoriale della Uil di Lecce e il segretario generale della Feneal Uil Lecce, Mauro Fioretti e Salvatore Listinge. “Siamo davvero stanchi di questa liturgia. Il comparto edile – osservano – è maggiormente colpito ogni anno da infortuni e morti sul lavoro. I lavori in quota con funi peraltro sono tra i più delicati e complessi perché espongono i lavoratori a rischi elevati, tra cui cadute dall’alto, condizioni meteorologiche avverse (calore, vento, pioggia) e difetti tecnici delle attrezzature. In particolare, il caldo può aumentare il rischio di affaticamento e disidratazione per i lavoratori, oltre a influire sulla stabilità delle funi”. “E’ importante – proseguono – che soprattutto attività rischiose come questa siano sottoposte ai più stringenti controlli e verifiche delle attrezzature utilizzate dagli operatori, i quali devono essere adeguatamente formati e messi nelle condizioni di lavorare in totale sicurezza. Proprio nelle scorse ore è stata inviata una missiva firmata da Gianni Ricci, segretario generale Uil Puglia, Pietro Buongiorno, segretario generale Uila Puglia, e Saverio Loiudice, segretario generale Fenealuil Puglia, al presidente Emiliano per chiedergli di anticipare l’emanazione dell’ordinanza che prevede il divieto di attività nei cantieri edili e nel settore agricolo nelle ore più calde del giorno”.
“Un’altra tragica notizia scuote la provincia di Lecce. Un’altra morte sul lavoro. Iulian è l’ennesima giovane vita spezzata in un cantiere edile: un lavoratore di origine rumena che nel lavoro cercava di migliorare le proprie condizioni di vita e che invece oggi in Italia ha trovato la morte. Quanto avvenuto poche ore fa nel cantiere di un condominio leccese lascia sgomenti, soprattutto al pensiero che questo grave incidente sia accaduto a pochi passi dalla Cassa Edile, luogo simbolo di legalità, sicurezza e lotta al lavoro irregolare”. Lo affermano il segretario della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino; il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara; e il segretario provinciale della Fillea Cgil Lecce, Antonio Spano.
“Il giovane operaio di 26 anni – sottolineano – ha perso la vita su un cantiere di edilizia acrobatica, fenomeno ultimamente assai diffuso in città: i leccesi si stanno abituando a vedere con una certa curiosità uomini imbracati, appesi a delle funi, intenti a realizzare interventi sulle facciate dei palazzi. Una vista che però desta anche preoccupazione per le condizioni estreme in cui operano i lavoratori di questo comparto, condizioni che rimandano anche alla rincorsa alla riduzione dei costi di cantiere”.
“Esprimiamo vicinanza e cordoglio ai parenti ed agli amici di Iulian. Oggi – concludono – piangiamo la sua morte, ma faremo di tutto affinché non resti ‘bianca’: percorreremo qualsiasi strada per garantire la verifica della piena responsabilità di quanto accaduto e giustizia alla vittima ed alla sua famiglia. Abbiamo bisogno che il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro resti centrale nell’agenda politica e che diventi una necessità collettiva avvertita e condivisa da tutti”.

