Nuove assunzioni tra i vigili del fuoco per scongiurare altre morti in servizio
Antonio Ciccorelli, il caporeparto dei Vigili del Fuoco di Foggia che ha perso la vita tre giorni fa, travolto dalla piena di fango e acqua di un torrente, per prestare soccorso agli automobilisti bloccati per il maltempo, era in servizio fuori turno.
O meglio, ha dovuto prolungare il suo turno per andare sul posto a salvare vite umane.
Perché?
Perché, a parte lo stato di necessità ed emergenza, bisogna far fronte al numero di uomini e mezzi ridotti all’osso.
E il giorno dopo i funerali struggenti nella Cattedrale di Foggia, arriva la protesta dei sindacati.
“Adesso basta!” scrive Vespia della FNS.
“I decessi e gli infortuni ai Vigili del Fuoco sono riconducibili alle pesanti carenze d’organico che spingono i dirigenti locali ad organizzare il servizio di soccorso sul territorio mettendo sul campo tutte le unità disponibili, impiegando anche i colleghi che si trovano alle porte della pensione” rimarca il segretario.
Ed Antonio Ciccorelli era a pochi mesi dalla pensione.
“Tocca al Governo intervenire, c’è bisogno di nuove assunzioni e di potenziare mezzi e strumenti” è il coro delle forze sociali.
Così come in Polizia.
La Questura di Foggia, ad esempio, per restare nel solo territorio del Nord della Puglia, è sotto organico di quasi 200 uomini sull’intera provincia.
Viene chiesto un cambio di passo per intervenire ed impedire che avvengano nuove morti in servizio.
Perché, si, gli eroi esistono, ma non può esserci il dubbio di un sacrificio ingiusto.

