Imbratta scuole e auto con scritte no vax a Bari, indagato un 30enne: sarebbe responsabile di 13 azioni vandaliche
Sarebbe un 30enne barese il responsabile delle scritte no vax e dei numerosi atti vandalici avvenuti nel capoluogo pugliese a partire dallo scorso 13 ottobre: l’uomo e’ indagato dalla polizia per associazione per delinquere, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di cose altrui
Avrebbe imbrattato i muri del cimitero monumentale di Bari, di scuole, banche, sindacati, uffici postali e auto scrivendo – con vernice rossa – messaggi contro la campagna vaccinale per il Covid-19, l’Agenda 2030 e l’identità digitale. Messaggi che portavano la firma del gruppo ‘Vivi’, contraddistinto per una forte opposizione proprio alla campagna vaccinale obbligatoria. Si tratta di un 30enne barese che la polizia ritiene il responsabile di almeno 13 azioni vandaliche. L’uomo, indagato per associazione per delinquere, danneggiamento e deturpamento e imbrattamento di cose altrui, è stato perquisito e trovato in possesso di apparecchiature informatiche, barattoli, bombolette spray di vernice rossa ed estintori modificati per spruzzare la stessa vernice. E poi anche parrucche e altro abbigliamento utilizzato per non farsi riconoscere. Gli episodi incriminati sono datati a partire dal 13 ottobre 2023, quando furono compiuti atti di vandalismo davanti all’ingresso del cimitero monumentale di Bari. Poi il 19 gennaio 2024 i raid nella scuola statale secondaria “Michelangelo”, alle auto di Poste Italiane parcheggiate nel cortile dell’ufficio postale Bari Sud, nella sede regionale e il centro servizi del sindacato UIL, alla facciata dell’ufficio postale Bari 18, oltre che su una parete di una farmacia. Ancora il 6 aprile 2024, gli altri episodi nell’Istituto Comprensivo Poggiofranco-T. Fiore sito in via Giacomo Tauro, nella sede della banca Intesa Sanpaolo di via Giulio Petroni, davanti a un distributore automatico di una farmacia, su un muro in via Alberotanza e su un muro di via Giulio Petroni. Altre tre persone, indagate per gli stessi reati, sono state perquisite nelle province di Bari e Lecce.

