Processo escort a Bari, acquisiti i verbali del ragioniere di Berlusconi

“Ogni processo è diverso dall’altro e conseguentemente può avere scelte diverse”. Ha risposto così l’avvocato Roberto Sisto, difensore di Silvio Berlusconi, prima dell’udienza del processo in corso a Bari che vede imputato il leader di Forza Italia per induzione a mentire: si tratta di uno stralcio della vicenda escort.
L’avvocato Sisto lo ha detto ai giornalisti che gli chiedevano come mai non abbiano ritenuto di chiedere un rinvio, in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica, come invece è stato fatto nel processo in corso a Milano.
Berlusconi in questo filone è accusato di aver pagato Tarantini perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle serate a Palazzo Grazioli e Villa Certosa tra il 2008 e il 2009. La Presidenza del Consiglio del ministri è costituita parte civile.
Sono state acquisite, su accordo di accusa e difesa, le dichiarazioni del ragioniere Giuseppe Spinelli, il contabile dell’ex presidente del Consiglio citato come testimone. Spinelli è colui che, stando alle dichiarazioni rese ai pm di Milano nel febbraio 2015, avrebbe consegnato 10mila euro a una delle donne chiamate a testimoniare nel processo barese sulle escort “apparentemente per coprire le spese di viaggio ma – si legge negli atti – finalizzati alla cosiddetta falsità giudiziale”, cioè perché mentisse nel processo.
La stessa cosa che, secondo la Procura di Bari, Berlusconi avrebbe fatto con Tarantini tramite Valter Lavitola: pagarlo perché mentisse ai pm baresi durante le indagini sulle escort.
In apertura di udienza, inoltre, la difesa ha chiesto la trasmissione alla Camera dei Deputati della richiesta di autorizzazione all’utilizzazione di 5 intercettazioni telefoniche nelle quali Berlusconi parla con Lavitola, l’ex direttore dell’Avanti ritenuto dalla Procura di Bari il tramite tra l’ex premier e Tarantini. La Procura ha quindi per il momento rinunciato alla richiesta di trascrizione di quelle intercettazioni. L’accusa ha depositato anche la recente sentenza della Cassazione sul processo escort che ha reso irrevocabile la condanna di Tarantini, “ai fini – ha detto la pm in aula – della prova dell’attività di prostituzione che veniva svolta nelle residenze” dell’ex presidente del Consiglio.