Mafia, estorsioni cantieri Bari: condanne definitive per il clan Parisi

Dopo la sentenza della Cassazione notificate 16 pene definitive

Sono 16 i provvedimenti definitivi di pena eseguiti dalla Polizia di Bari ed emessi dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari, nei confronti di alcuni affiliati ai clan baresi Parisi e Palermiti, tra i quali i due boss Savinuccio Parisi ed Eugenio Palermiti, dopo la sentenza della Cassazione che nei giorni scorsi ha dichiarato irrevocabili le condanne del processo “Do ut des”. Il procedimento riguarda estorsioni ai cantieri edili del quartiere Japigia di Bari e della provincia, commesse da uomini delle due associazioni mafiose alleate imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici. I fatti contestati risalgono agli anni 2010-2015. Gli imputati sono stati giudicati colpevoli, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza, favoreggiamento. L’inchiesta della Dda di Bari, che nel marzo 2016 portò all’arresto di 31 persone, ha accertato “il capillare e sistematico controllo del territorio” da parte dei clan, “anche attraverso il monitoraggio e la gestione degli alloggi di edilizia popolare e, soprattutto, attraverso l’infiltrazione all’interno dei cantieri edili”. Agli atti ci sono dichiarazioni di imprenditori taglieggiati ma anche evidenze che in molti casi altri imprenditori “interagivano direttamente e senza alcuno scrupolo con i vertici del clan pur di ottenere commesse ed impiego, alterando in maniera significativa le regole di mercato e della libera concorrenza”. “Il clan si insinuava nell’attività dell’imprenditoria edile barese – spiegano gli investigatori – , finendo per operare scelte aziendali di rilievo, imponendo ditte di fiducia o addirittura “imprese mafiose”, così determinando indirettamente anche i prezzi di forniture e opere, sui quali poi pretendere una percentuale”.