Bari, tenta truffa a Fondo delle vittime di usura: ristoratore barese a processo

Ha denunciato di aver subito un incendio che aveva distrutto il suo ristorante, negando richieste estorsive o minacce, anche se poi ha chiesto di accedere al Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, tentando infine di truffarlo grazie alla complicità di due operai che su sua indicazione avrebbero gonfiato le spese dei lavori. Un ristoratore 45enne di Bari, è stato rinviato a giudizio per tentata truffa aggravata. I due operai suoi complici, incaricati di manomettere il punto cassa e il forno e poi di aumentare le spese da inserire nella istanza alla Prefettura per accedere al Fondo, sono stati condannati con il rito abbreviato per lo stesso reato alla pena sospesa di 2 mesi e 20 giorni di reclusione. L’incendio risale al 28 ottobre 2014. Dopo la denuncia sporta dal ristoratore alla Polizia, gli investigatori, coordinati dal pm della Dda di Bari Ettore Cardinali, avviarono intercettazioni telefoniche sull’utenza del 45enne per capire chi ci fosse dietro il rogo doloso. Scoprirono così che l’uomo, dopo l’incendio e la denuncia, aveva contattato i due tecnici chiedendo loro esplicitamente di manomettere alcune strumentazioni. “Il punto cassa non deve funzionare. Devo avere la certezza che non funzioni” avrebbe detto a uno dei due e “mi devi mettere fuori uso il forno” all’altro. Quando presentò alla Prefettura i preventivi di spesa, dopo aver aver fatto richiesta di accesso al Fondo di solidarietà, il ristoratore barese inserì costi, ritenuti “maggiorati”, di circa 4.700 euro, “dal valore indebitamente rialzato, in quanto basato su prodotti volontariamente resi malfunzionanti”, inducendo così “in errore la Prefettura a concedere una elargizione non dovuta e comunque superiore ai danni effettivamente patiti”.