Il sindacato autonomo della Penitenziaria: lavorare al carcere di Potenza è diventato un inferno
“Sono mesi, ormai, che il carcere di Potenza viene individuato dalle competenti autorità penitenziarie come sede per assegnare detenuti con gravi disturbi psichiatrici, provenienti dagli istituti di pena della Basilicata e non solo, i quali una volta raggiunta la sede carceraria non esitano a disseminare disordine, perpetrando atti di violenza nei confronti degli operatori di Polizia Penitenziaria e danneggiando ogni bene dell’amministrazione”.
Lo ha reso noto, in comunicato, il segretario lucano del Sappe (Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria), Saverio Brienza, ricordando “gli innumerevoli episodi che si sono verificati negli ultimi tempi nella struttura potentina”: il sindacalista ha poi spiegato che “ogni giorno accadono episodi che sembrano non preoccupare l’amministrazione penitenziaria”, e “il carcere di Potenza, con un organico che manca di oltre 40 unità di Polizia penitenziaria è diventato un inferno a cui solo agli stessi agenti è dato sopportare e gestire, con il costante rischio per la propria incolumità e con il rischio che se qualche detenuto dovesse farsi male è la stessa Polizia penitenziaria a doverne dare spiegazioni a chi di competenza”.
“Se le cose non cambieranno – ha concluso Brienza – il Sappe non esiterà a promuovere iniziative di protesta consentite, perché non è concepibile l’immobilismo dell’amministrazione davanti a serie problematiche in cui versa il personale, costretto a lavorare in un contesto ambientale e strutturale non adeguato a ospitare detenuti con gravi problemi psichiatrici, i quali dovrebbero essere opportunamente seguiti e trattati in strutture maggiormente rispondenti alle loro condizioni”.


