Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Operazione dei Carabinieri

Caporale Nova SiriDalla Bulgaria a Nova Siri per realizzare il sogno di una vita migliore. Così non è stato per decine di giovani, dediti alla raccolta di prodotti agroalimentari sulla fascia jonico – metapontina, vittime di due caporali poco più che trentenni, loro connazionali. Questi ultimi sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Uno è agli arresti domiciliari, l’altro è ricercato dalle Forze dell’Ordine.Reclutati attraverso canali informatici, i lavoratori, una volta giunti nel paese del Materano, alloggiavano in un casolare a 15 kilometri dal centro abitato, a gruppi di 15 – 20 persone, in condizioni fatiscenti e precarie. Nonostante ciò erano costretti a pagare 90 euro di fitto mensile ed il consumo di energia elettrica. I Carabinieri, tra l’altro, hanno scoperto che i due si erano allacciati abusivamente all’energia elettrica e per questo, nei mesi scorsi, erano stati già denunciati.  Regolarmente assunti con contratti giornalieri, la loro retribuzione era nettamente inferiore a quanto previsto, poiché i due malviventi sottraevano, ad ognuno, il 30 per cento dal compenso quotidiano . I giovani bulgari erano anche vittime di minacce, violenze e atti intimidatori. In teoria avevano la possibilità di andar via, ma c’erano grandi difficoltà oggettive: pochi soldi in tasca senza conoscere la lingua italiana e privi di mezzi di trasporto.

Ad illustrare i dettagli dell’operazione “Cugnolongo” dal nome della località del casolare dove alloggiavano i lavoratori, il comandante della stazione dei Carabinieri di Nova Siri, il maresciallo aiutante Michele Margherita e il capitano Michelangelo Lo Buono, comandante della compagnia di Policoro.