Taranto, ex Ilva: l’Usb contraria all’ipotesi Jindal e chiede un intervento dello Stato
L’eventuale passaggio dell’ex Ilva al gruppo Jindal apre un nuovo fronte di tensione sul destino dell’acciaieria di Taranto. L’Unione Sindacale di Base guarda con forte preoccupazione alle indiscrezioni emerse nelle ultime ore e torna a sollecitare una presenza diretta dello Stato, indicato come l’unico soggetto capace di sostenere gli investimenti necessari per il rilancio del sito.
Il sindacato rilancia anche le richieste a tutela dei lavoratori: dal riconoscimento della siderurgia tra le attività usuranti agli incentivi all’esodo, fino all’avvio di progetti di pubblica utilità nei territori interessati.
Per l’Usb, soltanto una gestione pubblica può garantire una vera transizione ecologica e accompagnare il percorso di decarbonizzazione, conciliando produzione industriale, salvaguardia dell’ambiente e diritto alla salute.
Resta intanto alta l’attesa per il confronto convocato a Palazzo Chigi il prossimo 28 luglio.

