Basilicata verso il nuovo Prezzario regionale delle opere pubbliche 2026

Concluso l’aggiornamento del listino regionale, pubblicazione prevista a luglio

Si è chiuso il lavoro del tavolo tecnico interistituzionale per l’aggiornamento del Prezzario regionale 2026 delle opere pubbliche. La pubblicazione del nuovo listino è attesa per luglio.

Si è concluso il lavoro di aggiornamento del Prezzario regionale 2026 delle opere pubbliche della Basilicata, frutto dell’attività del tavolo tecnico interistituzionale. La pubblicazione del nuovo documento è prevista nel mese di luglio.

In una nota, Claudio Nuzzaci, consigliere delegato di Confapi Aniem Matera e componente del gruppo di lavoro, ha ringraziato il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, l’assessore Pasquale Pepe, il direttore generale Antonio Altomonte, l’ingegnera Luisa Triani e lo staff dipartimentale per il lavoro svolto.

“Erano 16 anni, dal 2010, che non si faceva uno studio così approfondito”, ha dichiarato Nuzzaci, sottolineando come l’incarico affidato a una società specializzata abbia consentito di realizzare un aggiornamento approfondito grazie anche alla collaborazione tra istituzioni e associazioni imprenditoriali. Un contributo, ha aggiunto, è arrivato anche dalle imprese associate attraverso studi, analisi e proposte sui prezzi.

Secondo Nuzzaci, il nuovo Prezzario garantirà una remunerazione adeguata per lavori e forniture, con effetti anche sulla tutela dei lavoratori e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’aggiornamento delle tariffe e l’introduzione di nuove voci consentiranno inoltre alla Basilicata di allinearsi ad altre regioni italiane dopo anni caratterizzati da livelli di prezzo tra i più bassi del Paese.

Nel corso dei lavori, il direttore generale Altomonte ha auspicato la prosecuzione dell’attività del gruppo tecnico per arrivare già dal prossimo anno a un aggiornamento del Prezzario nel mese di gennaio, adeguato alle condizioni del mercato.

Per Nuzzaci, prezzi più remunerativi potranno aiutare le imprese a fronteggiare l’aumento dei costi delle materie prime. Benefici sono attesi anche per la Pubblica amministrazione e per la collettività, con opere pubbliche di maggiore qualità, tempi di realizzazione più rapidi e una riduzione del contenzioso che spesso rallenta gli interventi.