Coldiretti Puglia, giornata delle patate: produzione sotto pressione tra clima e importazioni estere
In Puglia 656mila quintali di eccellenze locali, ma il settore soffre eventi estremi, costi e concorrenza internazionale
In occasione della giornata internazionale delle patate, istituita dalla FAO per il 30 maggio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione sulle difficoltà che interessano uno dei comparti agricoli più rappresentativi della regione.
La Puglia, ricca di biodiversità e produzioni orticole di qualità, registra una produzione di circa 656mila quintali di patate, con un incremento del 10,6% rispetto all’anno precedente e un valore stimato di circa 56 milioni di euro. Un settore considerato strategico per l’agricoltura regionale, ma oggi sottoposto a forti pressioni.
Secondo l’associazione, il comparto è penalizzato dagli effetti dei cambiamenti climatici e dagli eventi estremi che incidono sulle rese, dall’aumento dei costi di produzione e dalla crescente concorrenza delle importazioni estere. Sul mercato nazionale si registra infatti un incremento delle patate provenienti dall’estero, con particolare riferimento a Paesi come Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio ed Egitto.
Coldiretti segnala inoltre il rischio di irregolarità nella filiera, con prodotti esteri che, attraverso lavorazioni o riconfezionamenti, possono essere commercializzati come italiani, con effetti negativi sulla trasparenza del mercato e sul valore del Made in Italy.
In Italia la produzione supera il milione di tonnellate annue, ma nel 2025 si è registrato anche un aumento delle importazioni di patate fresche e trasformate, che contribuisce a rendere più complesso l’equilibrio del settore.
In Puglia le principali aree produttive si concentrano nel Salento, nel Foggiano e nel Barese, con varietà che rappresentano l’identità agricola del territorio come la Patata di Galatina DOP, la Sieglinde del Salento, la Patata di Zapponeta e la Patata rossa leccese.
Coldiretti Puglia sottolinea la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera, garantire maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti e sostenere le imprese agricole sempre più esposte alla volatilità dei mercati e alle condizioni climatiche.
La patata resta uno degli alimenti più diffusi sulle tavole italiane, centrale nella dieta quotidiana e nella tradizione gastronomica, simbolo di accessibilità e cultura alimentare.

