Autotrasporto, sospeso il fermo: “Ora risposte strutturali”

Dopo la sospensione del fermo nazionale dell’autotrasporto, SNA Casartigiani Puglia chiede al Governo tempi rapidi e regole certe. La categoria parla di apertura positiva, ma avverte: la crisi resta e le imprese sono in difficoltà.

La sospensione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto, prevista dal 25 al 29 maggio, viene definita da SNA Casartigiani Puglia un atto di responsabilità istituzionale. L’associazione riconosce l’apertura del Governo, che ha convocato il tavolo di confronto a Palazzo Chigi, coinvolgendo la Presidenza del Consiglio e i ministeri competenti.

Ma la vertenza, precisano i rappresentanti della categoria, non è chiusa. Gli autotrasportatori parlano di imprese stanche e sfiduciate e chiedono interventi strutturali, non solo misure emergenziali.

Tra i provvedimenti annunciati, la proroga del credito d’imposta per il settore da marzo a giugno 2026, con un aumento delle risorse fino a 300 milioni di euro, e la riduzione dei tempi di rimborso delle accise sul gasolio, che dal primo ottobre 2026 scenderanno da 60 a 30 giorni.

Secondo le imprese, però, le tempistiche restano troppo lunghe rispetto alle esigenze di liquidità immediata per sostenere costi di carburante, pedaggi, personale e manutenzioni.

Al centro della protesta non c’è solo il caro gasolio, ma anche i rapporti contrattuali considerati squilibrati, i ritardi nei pagamenti e i corrispettivi ritenuti insufficienti a coprire i costi minimi di esercizio.

Casartigiani Puglia ha avviato un confronto con la committenza sul territorio e attivato un punto online per raccogliere segnalazioni, anche anonime, su pagamenti in ritardo, mancati indennizzi per le attese e possibili irregolarità nei contratti.

L’obiettivo, ribadisce l’associazione, è garantire regole certe, sicurezza e condizioni di mercato sostenibili per le piccole imprese di autotrasporto.