Vestas Taranto: “Trasferimento senza confronto con Rsu”

Senza se e senza ma. Il trasferimento della Vestas dalla sede di Taranto a San Nicola di Melfi, previsto per il 1° marzo, non si deve attuare. È quello che continuano da settimana a sostenere Fiom e Uilm. Le due sigle sindacali denunciano irregolarità gravi nella gestione della procedura, che a loro avviso è stata portata avanti senza il coinvolgimento della Rappresentanza Sindacale Unitaria regolarmente costituita, con l’esclusiva partecipazione della Fim Cisl. Secondo le dichiarazioni congiunte delle segreterie l’azienda ha continuato l’esame congiunto della procedura di trasferimento senza rispettare le norme che impongono la consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori. In particolare, le due sigle contestano il fatto che, nel corso dell’incontro che ha avuto luogo mercoledì scorso, sono stati esclusi i delegati di Fiom e Uilm, nonostante entrambe le organizzazioni abbiano una significativa rappresentanza tra i lavoratori dell’azienda.
L’annuncio del trasferimento da Taranto a Melfi riguarda attività chiave per l’azienda, come il magazzino, il centro di formazione e il reparto di riparazione delle pale, e ha suscitato preoccupazioni tra i lavoratori. Già da dieci giorni, infatti, i dipendenti sono in sciopero, chiedendo il rispetto dei loro diritti e una gestione più trasparente delle modifiche organizzative. Fiom e Uilm hanno anche sollecitato l’azienda a sospendere immediatamente la procedura di trasferimento e a rinviare l’incontro previsto per il 28 gennaio, in attesa di un confronto con le istituzioni regionali. Il Comitato Sepac, la task force per l’occupazione della Regione Puglia, è stato convocato per il 3 febbraio per discutere la vicenda, e i sindacati ritengono che l’azienda debba fermare le trattative in corso fino a quel momento.
L’assenza di un dialogo costruttivo e il coinvolgimento parziale dei sindacati rischiano di aggravare ulteriormente la tensione tra i lavoratori e la direzione di Vestas, sollevando interrogativi sul rispetto delle normative in materia di relazioni sindacali e diritti dei lavoratori. L’esito di questo confronto potrebbe avere ripercussioni non solo sulle decisioni aziendali, ma anche sul clima lavorativo in una delle realtà industriali più importanti del sud Italia.