Rifiuti: Basilicata e Puglia a confronto tra costi e raccolta differenziata
Aumentano le tariffe per i rifiuti in Italia. Basilicata e Puglia seguono la tendenza e la Puglia registra addirittura la quota più alta
Il 2024 registra un incremento significativo nelle tariffe rifiuti per le famiglie italiane, con Basilicata e Puglia che mostrano scenari contrastanti. In Basilicata, la spesa media per la tariffa rifiuti è di 318€, in aumento del 6,3% rispetto al 2023. La raccolta differenziata si attesta al 63,7%, vicino all’obiettivo nazionale del 65%. Tuttavia, ci sono disparità tra i capoluoghi: Matera eccelle con il 72,8%, mentre Potenza si ferma al 60,7%.
Diverso il panorama in Puglia, dove la tariffa media tocca i 427€, rendendola la regione più costosa d’Italia. Anche qui si registra un aumento (+4,1% rispetto al 2023), con picchi ad Andria (471€) e costi più contenuti a Lecce (354€). La raccolta differenziata regionale è inferiore al dato nazionale, fermandosi al 58,6%. Trani raggiunge il 74%, mentre Foggia resta fanalino di coda con il 26%.
A livello nazionale, la media per le famiglie è di 329€, con incrementi in oltre il 75% dei capoluoghi. Sul fronte della raccolta differenziata, l’Italia supera il 65%, ma persistono grandi differenze territoriali. Al Sud, solo il 57,5% dei rifiuti viene separato correttamente, contro il 71,8% del Nord.
Un altro aspetto cruciale è il comportamento delle famiglie italiane. Nonostante l’85% dichiari sensibilità al tema, solo il 61% dei rifiuti viene differenziato correttamente. Le difficoltà principali riguardano la poca chiarezza sugli imballaggi e la gestione inadeguata dei servizi.
Il divario tra impegno dichiarato e pratica reale evidenzia la necessità di incentivi economici e campagne di sensibilizzazione per promuovere una gestione più efficiente e sostenibile dei rifiuti.

