Turismo, Cgil Puglia: “Manca manodopera, colpa dello sfruttamento”

“Basta con le scuse, nel lavoro in Puglia prevalgono sfruttamento e bassi salari. Le imprese si siedano ai tavoli istituzionali per un confronto serio”. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, con l’avvicinarsi dell’estate e il conseguente aumento di denunce degli imprenditori circa la difficoltà di reperire manodopera nel settore del turismo.
Si registrano spesso attacchi al Reddito di cittadinanza come causa di tutti i mali. “Lasciateci dire – sottolinea il sindacato – che si tratta di un accanimento quasi patologico nei confronti dei poveri. La colpa, lo dicono i numeri, è in primis lo sfruttamento, il sommerso e i bassi salari”.
“Quel che avviene nel settore agroalimentare – evidenzia Gesmundo – è sotto gli occhi di tutti. Caporalato, cottimo, sfruttamento, lavoro nero, lavoratori stranieri costretti a ricoveri di fortuna che mettono a rischio salute e sicurezza. Non c’è poi alcun riconoscimento professionale”.
Gesmundo fa notare inoltre che nel turismo si registrano percentuali di irregolarità in materia contrattuale e previdenziale nel 60-70 per cento delle imprese ispezionate. A fronte di 52mila imprese della filiera, sono formalmente occupati meno di 150mila lavoratori, una media di 3 per ogni attività. “Quanto è credibile questo dato?” si chiede Gesmundo.
Quel che non comprende il sindacato, afferma il segretario, “è perché non c’è mai una disponibilità ad affrontare il tema delle professionalità ai tavoli istituzionali. Se sussiste una componente di mismatch legata a mancanza di preparazione nel turismo ad esempio, confrontiamoci su quali interventi sul sistema dell’istruzione e della formazione”.