Università. Potenza maglia nera italiana per numero di studenti fuoricorso

Le Prime dieci posizioni per numero di studenti fuoricorso

Le Prime dieci posizioni per numero di studenti fuoricorso

“A Potenza, L’Aquila e Cagliari più di metà degli iscritti sono fuoricorso, mentre all’altro capo della classifica degli atenei statali si incontrano lo Iuav di Venezia e il Politecnico di Milano, dove meno di uno studente su tre ha sforato la ‘durata legale’ del suo corso di studio”.

A dirlo è una classifica pubblicata oggi su “Il Sole 24 ore” che analizza il problema dei “tempi lunghi” con cui si arriva a laurearsi, che affligge molte università statali italiane.

Il dato potrebbe avere ripercussioni sul sistema del finanziamento con l’arrivo dei “costi standard per studente” che proprio dal 2014 dovrebbero cominciare a misurare i fondi a ogni università statale in base a quanto impone la riforma Gelmini – parliamo dei fondi da assegnare ad ogni ateneo in base ai corsi e al numero di docenti, alle attività aggiuntive e ai servizi che offre, calcolandolo però sugli studenti iscritti “entro la durata normale del corso di studio”.

Secondo quanto riporta Gianni Trovati sul quotidiano economico nazionale “cifre di questo tipo sono più che sufficienti ad agitare rettori e docenti, e nei giorni scorsi il Consiglio universitario nazionale, esprimendo ‘forti riserve’ per il fatto che i meccanismi di base dei costi standard non sono ancora stati illustrati nel dettaglio, ha raccomandato al ministero di ‘considerare la complessità del sistema’, per definire un metodo in grado di adattarsi alle tante variabili delle accademie italiane”.

Una delle variabili da considerare è proprio quella del “tasso di fuoricorso” che disegna grazie alla classifica pubblicata il divario esistente tra Nord e Sud: nessuno tra gli atenei meridionali compare fra i venti “migliori” (con l’eccezione di Pisa che compare invece tra i 20 “peggiori”).

Spiegare il fenomeno dell’alto numero di fuoricorso nelle università meridionali non è facile, però l’emigrazione universitaria è certamente una delle cause di questo squilibrio: gli studenti più motivati si muovono verso il Nord.

“Non è indifferente, poi” è detto ancora nell’articolo “il livello medio delle tasse universitarie, più alto al Nord, perché quando si paga mediamente di più (e spesso si affrontano anche i costi dell’alloggio, perché si è fuori sede) si ha una spinta maggiore ad arrivare prima al traguardo”.