Senza corrente elettrica e acqua: la non vita degli stranieri al ghetto di Borgo Mezzanone
Continua l’emergenza per gli stranieri ospiti del ghetto di Borgo Mezzanone, nel foggiano. Da mesi sono senza corrente elettrica. E le baracche diventano pericolose per l’uso di candele e bombole di gas improprie usate per fronteggiare il freddo
Senza allaccio alla rete elettrica da mesi: al Ghetto di Borgo Mezzanone, a pochi chilometri da Foggia, per le migliaia di stranieri ospiti l’emergenza si fa ogni giorno più dura.
Grazie all’interessamento della Caritas è stata investita del problema la Prefettura di Foggia che in queste ore sta cercando di intervenire per potenziare la fornitura di corrente elettrica.
Il freddo acuisce l’invivibilità all’interno delle baracche di fortuna, che diventano potenziali bombe pronte e prendere fuoco per la presenza di bombole di gas mal funzionanti e candele pericolose usate per provare a riscaldarsi
Gli incendi sono frequenti e spesso si contano le vittime, delle fiamme ma anche della disperazione. Nel luogo della non vita vivono all’incirca tremila stranieri, in prevalenza braccianti agricoli, che diventano oltre quattromila nei mesi estivi. Sono gli invisibili, spesso sfruttati nei campi dai caporali per pochi euro al giorno, costretti a pagare il trasporto dal ghetto al luogo di lavoro, se non anche il posto letto sotto un tetto di lamiera o cartone.
In autunno le due visite foggiane del Commissario del Governo per il superamento degli insediamenti abusivi ha fatto sperare in una accelerata sull’utilizzo delle risorse del PNRR per la chiusura del ghetto, l’ampliamento logistico del vicino CARA e l’attuazione dei progetti alternativi di inclusione urbana. Al momento, è tutto fermo.

