Foggia ricorda la strage di Marcinelle, ‘simbolo del lavoro che uccide’
Il Comune ha deciso di rendere omaggio oggi a tutte le vittime nei campi e nei ghetti
Anche il Comune di Foggia oggi ricorda la strage di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 in Belgio, quando un incendio in una miniera di carbone causò la morte di 262 persone, 136 delle quali italiane, diventare “loro malgrado simboli del lavoro che uccide, e uccide in particolare le persone e le categorie più fragili, quelle che è più facile calpestare nei loro diritti, quelle costrette a lasciare gli affetti più cari alla ricerca di un futuro, quelle costrette a convivere con condizioni lavorative inumane perché al loro orizzonte non compare nessuna possibile alternativa”, evidenzia l’amministrazione in una nota.
Il Comune ha deciso di ricordare quella tragedia, ma anche tutte le vittime del lavoro, omaggiando anche i quattro braccianti agricoli che il 4 agosto 2018 persero la vita sulla strada provinciale 105 vicino ad Ascoli Satriano (Foggia) e i 12 braccianti che il 6 agosto 2018 morirono in un incidente stradale sulla statale 16 a Ripalta. Erano tutti migranti, viaggiavano stipati su furgoni e pulmini gestiti dai caporali.
Il Comune intende ricordare “le altre vittime nei campi, nei ghetti, uccise anche dall’indifferenza e dalla rassegnazione che non si possano cambiare. Realtà consolidate, che dobbiamo avere il coraggio, la volontà e la coscienza di combattere e cambiare. Per onorare davvero quelle vittime, per proteggere e salvare tutti e tutte dall’orrore, dal degrado materiale e morale, dall’indifferenza e dalla rassegnazione”.

