Ex Ilva, il Tribunale dichiara lo stato di insolvenza
Un passaggio che consente di fatto di avviare l’amministrazione straordinaria. Il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza per Acciaierie d’Italia spa. La dichiarazione, allo stesso tempo, dovrebbe far scattare un’inchiesta con l’ipotesi di bancarotta sulla gestione e i conti dell’ex Ilva. Dal provvedimento del Tribunale emergerebbe che “in Acciaierie d’Italia spa c’è una assoluta assenza di liquidità di cassa che può compromettere la sopravvivenza della società”. Uno stato di “assenza di liquidità” non contestato, tra l’altro, nemmeno dalla stessa società. Il Tribunale oltre a dichiarare lo stato di insolvenza di Acciaierie d’Italia spa, come richiesto dal socio pubblico Invitalia e dal Commissario straordinario Giancarlo Quaranta, ha respinto le richieste di AdI col socio privato di maggioranza ArcelorMittal che chiedeva, in sostanza, un concordato “in bianco” per tutto il gruppo. I giudici hanno dichiarato “improcedibile” la domanda di concordato per Adi spa, perché è stata già aperta la procedura di amministrazione straordinaria e dunque non possono essere ammessi altri strumenti di protezione del patrimonio.
Una richiesta di concordato con riserva che, secondo i giudici, non può valere nemmeno per le altre tre società del gruppo, ossia AdI Energia srl, AdI Servizi Marittimi srl e AdI Tubiforma srl, perché i “business” delle quattro società del gruppo sono “interdipendenti”. Il ministero dell’Economia dovrà valutare la domanda di estensione del commissariamento anche alle altre tre società e poi i giudici dovranno, nel caso, dichiarare lo stato di insolvenza anche per queste. Con la dichiarazione di insolvenza e l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria, ad Acciaierie d’Italia, ossia all’ex Ilva, potranno essere concessi dal ministero dell’Economia e delle Finanze “uno o più finanziamenti a titolo oneroso” per un massimo di 5 anni fino a un importo di 320 milioni di euro per il 2024.

