Violenza donne, parte in Basilicata la campagna “Voce alla Convenzione di Istanbul”

Schermata 2013-08-22 alle 16.23.07POTENZA – Si torna a parlare delle azioni preventive e di tutela al fianco delle donne. Anche in Basilicata, attraverso casi eclatanti ed altri meno evidenziati, territorio che si conferma non immune al problema.

Questa mattina presso il Dipartimento Attività Produttive della Regione Basilicata è stata presentata alla stampa la campagna ”Voce alla Convenzione di Istanbul”, instituita dall’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità, Maria Anna Fanelli, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della lotta alla violenza e contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne.

Oltre alla Dott.ssa Fanelli, sono intervenuti esponenti delle associazioni attive sul tema e lo stesso Assessore alle Attività Produttive e vicepresidente regionale Marcello Pittella.

La campagna offre l’occasione di una vera e propria “scuola di genere” per conoscere ed approfondire i principi fondamentali della Convenzione di Istanbul (prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne) e intrecciarli con l’analisi e lo studio delle discriminazioni che riguardano l’identità soggettiva: razza, etnia, età, religione, handicap ed orientamento sessuale.

Altro tema significativo riguarderà le donne migranti e il loro ruolo nel mercato del lavoro, comunicato attraverso un cartellone di appuntamenti che da agosto a dicembre 2013 attraverseranno il territorio regionale. Il primo ci sarà quest’oggi presso il Nova Siri Village della località ionica – inizio ore 18 – nell’ambito dell’evento “La Convenzione di Istanbul e il decreto antifemminicidio 8 agosto 2013”.

“Insieme al Presidente De Filippo, proporremo presto in Giunta la proposta di adesione alla Convenzione di Istanbul – ha dichiarato Marcello Pittella – ed è inoltre auspicabile anche una azione per garantire condizioni di lavoro che favoriscano le pari opportunità di crescita tra uomo e donna.” La rilevanza sociale della questione gioca un ruolo fondamentale. “Non si tratta solo di resistere di fronte al disagio – ha aggiunto ancora Pittella. La società si sta sgretolando, declinando la scala di valori che la compongono, dalla famiglia alla chiesa. Ogni pezzo deve fare la sua parte ed è evidente che le Istituzioni devono primariamente svolgere una funzione di buon esempio, non sempre portata avanti.” Questo, accompagnato dal recupero del senso di comunità che “metta da parte gli individualismi. C’è bisogno del recupero della partecipazione della società – ha concluso l’Assessore regionale alle Attività Produttive – e per farlo serve una classe dirigente all’altezza, che scenda in campo per far recuperare credibilità.”