Le perplessità degli architetti sul “Piano Casa”

La protesta di Legambiente alla presentazione di "Matera 90"

La protesta di Legambiente alla presentazione di "Matera 90"

MATERA – Dovrebbe essere diffuso in questi giorni il testo definitivo della legge regionale 25 del 2009, il cosiddetto “Piano Casa”. Dopo l’impugnazione da parte del Governo nazionale, infatti, la Regione Basilicata ha dovuto apportare delle correzioni al documento che fa registrare anche osservazioni e richieste di chiarimenti da parte dell’Ordine degli Architetti di Matera che, in una nota, hanno parlato di un provvedimento che autorizza una trasformazione urbana incontrollabile, nonostante le buone intenzioni, per il suo carattere eccezionale, e non coordinato, di sostegno all’edilizia. Gli interventi previsti in “deroga agli strumenti urbanistici comunali vigenti”, spiegano gli Architetti materani, azzerano i principi alla base della pianificazione e della progettazione urbana, indebolendo il valore dei Piani Regolatori. Il “Piano Casa”, inoltre, continuerebbe a proporre un modello di benessere legato alla quantità delle risorse consumate e non alla riqualificazione delle dotazioni e del patrimonio esistente ed è comunque inadeguato rispetto all’emergenza abitativa, perché incentiva l’aumento ulteriore di vani, già potenzialmente sufficienti alle esigenze, senza favorirne la locazione residenziale. Dalla teoria alla pratica, e leggasi “Matera 90”, il passo è breve: l’Ordine degli Architetti spiega che l’amministrazione Buccico, benché avesse ribadito la volontà di dare una svolta alla pianificazione concertandone e controllandone tutti i processi, ha finito con lo smentirsi prendendo atto asetticamente di questo progetto con una delibera, in assenza di Regolamento Urbanistico, ma a valere proprio sul “Piano Casa”. Una sorta di accelerazione dell’iter autorizzativo, aggirando quello amministrativo, che di fatto produce una pericolosa “deregulation” ed uno scomodo precedente: cosa avverrebbe, infatti, se più privati avanzassero proposte simili? Come potrà l’amministrazione comunale opporsi? In definitiva, l’Ordine degli Architetti di Matera sostiene che, in un paese normale, i bisogni dei cittadini dovrebbero trovare soddisfazione tramite procedure di governo ordinarie, piuttosto che con strumenti straordinari, in “deroga” o improvvisati.