Mattarella ad Assisi per San Francesco: «Il suo sole indichi la via della pace»

Il Capo dello Stato alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del patrono d’Italia: richiamo alla pace, alla dignità della persona e al rispetto del Creato

Il Presidente Sergio Mattarella ad Assisi per la Festa nazionale di San Francesco. Nel suo intervento il richiamo all’attualità del messaggio francescano davanti alle guerre e alle violenze nel mondo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato ad Assisi alla cerimonia per la Festa nazionale di San Francesco, nell’anniversario degli 800 anni dalla morte del patrono d’Italia.

Nella Basilica Papale di San Francesco, il Capo dello Stato ha assistito alla Santa Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Mattarella ha inoltre presenziato all’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini.

Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, sono intervenuti fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, e lo stesso Presidente della Repubblica.

Mattarella ha ricordato l’eredità di San Francesco a ottocento anni dalla morte, soffermandosi sulla dignità di ogni persona, sul rispetto del Creato e sulla pace. «Il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini», ha affermato.

Il Presidente ha richiamato anche l’incontro del 1219 tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil, durante la quinta crociata, indicandolo come esempio di dialogo e rispetto. Un messaggio collegato ai conflitti contemporanei: «Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio».

Nel discorso spazio anche al rapporto del santo con la natura, alla scelta della povertà e alla vicinanza agli ultimi. Mattarella ha ricordato inoltre Chiara d’Assisi e la dimensione religiosa alla base dell’esperienza francescana.

Il Capo dello Stato ha concluso con un richiamo alle guerre e alle violenze del presente, auspicando «che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza».