Legambiente, triplo flashmob contro la crisi climatica
In Toscana, Sicilia e Puglia su temperature record su Mediterraneo, laghi e città
Legambiente oggi in azione con un triplo flash mob con le sue tre campagne itineranti nazionali Goletta Verde, Goletta dei Laghi e ‘Che Caldo che fa’ che fanno tappa rispettivamente in Toscana, Sicilia e Puglia, tra le regioni sotto scacco dell’ennesima ondata di calore.
Tre gli alert rossi per la Penisola: un Mar Mediterraneo sempre più caldo, dove negli ultimi sei anni dal 2020 al 2025 la media, da maggio a settembre di ogni anno, della superficie non è mai scesa sotto i 24 gradi centigradi e con il Tirreno che nei mesi di giugno e luglio 2026 ha fatto registrare una media mensile di rispettivamente +1,8 e +1,6 gradi rispetto alla media di periodo 2016-2025. I laghi poi sono in secca e in peggioramento: al 24 luglio in Lombardia il Lago di Iseo ha perso in soli 42 giorni più del 79% del volume invasato, il Lago Maggiore e di Como il 76%. Al sud preoccupa lo stato di salute del lago di Pergusa. E poi ci sono diverse città da bollino rosso per ‘cooling poverty’, tra queste sotto osservazione Bari dove dal 1960 a oggi la temperatura media è aumentata del +2,15 gradi e nel 2025 ci sono state 116 notti tropicali. Inoltre, nel quartiere San Paolo, su 35 punti monitorati, attraverso l’utilizzo di termocamere, tra servizi pubblici, scuole, aree verdi e infrastrutture, il 63% è risultato direttamente esposto al sole nelle ore più calde della giornata con una temperatura di picco al suolo di 75,2 gradi centigradi. A pesare, afferma Legambiente, è anche la limitata presenza di parchi e alberature e di fontanelle e piscine. Dove invece sono presenti alberature la temperatura scende. Ad esempio, alla fermata FM1 “Cittadella” il suolo passa da 51,5 gradi al sole a 35,1 all’ombra (-16,4 gradi).
Durante i flash mob sono stati srotolati gli striscioni “Non è caldo è crisi climatica” e quello di “Che Caldo che fa. Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste” per chiedere al Governo “lo stanziamento immediato delle risorse economiche necessarie per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, totalmente dimenticato, nonostante il Paese sia travolto dalla crisi climatica: dalle temperature bollenti agli eventi meteo estremi in costante crescita”, precisa Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

