Melfi, al Museo Archeologico Nazionale la mostra “Salvati. Storia di un sequestro” sui reperti recuperati dal traffico clandestino

Dal 17 luglio al Castello di Melfi un percorso dedicato alla tutela del patrimonio archeologico e alle operazioni di recupero internazionale

Venerdì 17 luglio 2026 alle ore 19.30, il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” ospitato nel Castello di Melfi inaugura la mostra “SALVATI. Storia di un sequestro”, un’esposizione dedicata al recupero e alla restituzione di importanti reperti archeologici sottratti al traffico clandestino.

La mostra, promossa dai Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, presenta al pubblico una selezione di materiali recuperati attraverso una complessa attività di indagine e negoziazione internazionale condotta dal Comando Carabinieri TPC e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Tra i reperti esposti figurano vasi a figure rosse, preziosi ornamenti in ambra e oro e un grande mosaico policromo. Oggetti che, dopo essere stati sottratti illegalmente e recuperati grazie all’attività delle istituzioni preposte alla tutela del patrimonio, tornano a essere accessibili ai cittadini attraverso un percorso che racconta il valore della conservazione, della legalità e della restituzione culturale.

All’inaugurazione interverranno Erminia Lapadula, direttrice del Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi; il tenente colonnello Paolo Salvatori, comandante della Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC; Lorena Trivigno, archeologa e supporto Ales dei Musei Nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata; Claudia Lucchese, funzionario archeologo del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia; Angelo Bottini, già soprintendente Archeologia della Basilicata; Tommaso Serafini, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa.

L’esposizione rappresenta un’occasione per conoscere da vicino il lavoro svolto nella difesa del patrimonio storico e archeologico, mostrando il percorso che accompagna un bene culturale dal recupero alla sua restituzione alla comunità.