Trani, frode fiscale da 18 milioni: sequestrati beni per oltre 11 milioni e 7 immobili
Operazione della Guardia di Finanza nella Bat. Indagate 36 persone, coinvolte 36 imprese
Maxi sequestro disposto dal Gip di Trani su richiesta della Procura: nel mirino un sistema di fatture false per evadere imposte dirette e Iva. Coinvolti 23 amministratori e 36 aziende.
Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, per oltre 11 milioni di euro e sette immobili è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito dell’operazione denominata “Trio” condotta dalla Guardia di Finanza nella provincia di Barletta-Andria-Trani.
Il provvedimento riguarda 23 amministratori di diritto e di fatto di imprese ritenute coinvolte in una frode fiscale basata sull’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con l’obiettivo di evadere imposte dirette e Iva e accumulare profitti illeciti. In totale risultano indagate 36 persone e coinvolte 36 imprese, in prevalenza con sede nella sesta provincia pugliese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, il sistema avrebbe generato un indebito vantaggio d’imposta per circa 18 milioni di euro, attraverso la contabilizzazione di costi fittizi sostenuti sulla base di fatture false emesse da società “cartiere”, prive di struttura aziendale reale.
Le indagini sono partite dall’analisi di segnalazioni per operazioni sospette. Sono state ascoltate oltre 90 persone informate sui fatti, tra presunti clienti, fornitori e dipendenti, ed eseguiti accertamenti bancari su numerose transazioni finanziarie, oltre ad attività ispettive fiscali.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato un circuito in cui le fatture false venivano talvolta accompagnate da reali flussi di denaro, successivamente restituiti agli emittenti attraverso prelievi, effetti cambiari o assegni.
Il presunto progetto illecito sarebbe stato ideato da tre soggetti di Trani. Tra questi un consulente fiscale, ritenuto centrale nella gestione di fittizie assunzioni di dipendenti per far apparire operative le società “cartiere”. Un altro indagato avrebbe trasferito somme e titoli di credito per acquistare quattro immobili in provincia di Milano, intestati a figli e terzi ma ritenuti riconducibili al suo nucleo familiare. Gli immobili sono stati sottoposti a sequestro.
Un ulteriore immobile a Molfetta è stato sequestrato al rappresentante legale di una società coinvolta. Secondo l’accusa, avrebbe tentato di sottrarlo alla riscossione modificando il regime patrimoniale del matrimonio e cedendo la propria quota alla moglie.
Per impedire la prosecuzione delle attività ritenute illecite, la Compagnia della Guardia di Finanza di Trani ha chiesto all’Agenzia delle Entrate la cessazione definitiva di 12 partite Iva riconducibili alle società “cartiere”, dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Trani, è ancora in corso. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna.

