Agricoltori pugliesi e lucani protestano a Bruxelles
Coldiretti chiede una revisione delle politiche agricole europee
In occasione del Consiglio dei Ministri agricoli dell’Unione Europea, anche centinaia di agricoltori pugliesi e lucani hanno marciato per le vie di Bruxelles per esprimere il loro dissenso verso le attuali politiche agricole europee. La manifestazione, ha evidenziato le preoccupazioni del settore agricolo italiano riguardo a diverse questioni che impattano negativamente sulle attività agricole.
Tra i principali punti di contesa vi sono il divieto di alcuni prodotti agricoli nazionali, l’assimilazione di determinati tipi di allevamenti a industrie inquinanti, il sistema di valutazione nutrizionale che penalizza le eccellenze agroalimentari italiane e le etichette che mettono in cattiva luce il vino italiano. Inoltre, gli agricoltori denunciano la gestione delle frontiere europee, ritenuta inadeguata a prevenire l’introduzione di patogeni come la Xylella, che ha gravemente colpito la Puglia.
Le delegazioni di Coldiretti, guidate rispettivamente da Alfonso Cavallo per la Puglia e Antonio Pessolani per la Basilicata, hanno presentato un insieme di proposte per mitigare le difficoltà incontrate dagli agricoltori. Queste includono la revoca dell’obbligo di lasciare incolti i terreni, la diminuzione della burocrazia, il rafforzamento del sostegno alle imprese agricole in crisi e una maggiore flessibilità negli aiuti di stato. Si propone inoltre di affrontare l’aumento delle importazioni di grano da paesi non membri dell’UE.
La Coldiretti chiede di valorizzare il ruolo degli agricoltori come custodi degli ecosistemi e della biodiversità, di fermare la riduzione degli aiuti diretti, di incentivare l’innovazione e la digitalizzazione per una maggiore sostenibilità e resilienza del settore, e di migliorare gli strumenti per la gestione dei rischi, comprese le assicurazioni, oltre a facilitare l’accesso al credito per gli agricoltori.


