Matera presenta il programma 2026 al Ministero della Cultura

Si è conclusa da poco, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, la conferenza stampa di presentazione del programma ufficiale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.

Al centro dell’incontro il progetto “Terre Immerse”, la visione con cui la città lucana intende rileggere il Mediterraneo. Un racconto che parte da un paradosso geologico: il mare non si fermerebbe alla costa ma proseguirebbe nelle profondità della terraferma. Da qui l’idea di un Mezzogiorno non più periferia, ma baricentro dell’area euromediterranea, piattaforma di diplomazia culturale tra Europa e Africa.

La conoscenza è stata definita “petrolio immateriale”, risorsa capace di generare sviluppo e nuove alleanze strutturali.

Alla conferenza – assente per un’emergenza di servizio il ministro della Cultura Alessandro Giuli – , il suo consigliere diplomatico, Clemente Contestabile insieme al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, al sindaco di Matera Antonio Nicoletti e al direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando.

Nel corso dell’incontro sono stati anticipati anche i dettagli della Cerimonia di Apertura, in programma il 20 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, che segnerà l’avvio ufficiale delle attività.

L’intervento di Rita Orlando, direttore generale Matera 2019

«La città ha partecipato al bando di Capitalità Mediterranea nel 2024. È un progetto molto recente, di particolare rilevanza perché interpreta punta sulla cultura come strumento di diplomazia essenziale nel bacino del Mediterraneo. L’iniziativa è al secondo anno, noi siamo gemellati con la città di Tetouan, lo scorso anno le capitali sono state Tirana e Alessandria d’Egitto. Per il prossimo anno sono state già designate Cordoba per la Spagna e Saida per il Libano ed è appena uscito il nuovo bando per le capitali 2028. È un bando che permette a Matera di posizionarsi al nord del Mediterraneo, quindi in un ribaltamento di prospettiva che abbiamo voluto interpretare con il nostro programma culturale chiamato Terre Immerse. Immerse perché Matera prima era immersa nel mare, immerse perché Matera è immersa nel Mediterraneo ed è un’area interna. È una dichiarazione d’intenti che ha l’obiettivo di scardinare il luogo comune per cui il Mediterraneo è solo mare, ma che amplia l’orizzonte perché Matera è roccia e il Mediterraneo è roccia, è deserto, è materia, non è soltanto la parte liquida. Il programma culturale vede un’indagine attraverso quattro temi importanti che, con un’operazione di scavo artistico, vanno a indagare le matrici mediterranee e a mettere in evidenza aspetti comuni per ricucire il Mediterraneo, con Matera che si pone a cerniera fra l’Europa e il bacino del Mediterraneo, avendo già avuto il prestigio del titolo di capitale europea. Quindi questa capitale mediterranea ci rende particolarmente orgogliosi perché ci permette, come fu nel 2019, di interpretare una dimensione mediterranea che intendiamo poi consegnare alle nuove capitali. L’anno si aprirà il 20 marzo, giornata della felicità, di cui poi il Sindaco sicuramente ci darà i dettagli. Il programma culturale si regge su una dorsale di residenze artistiche che verranno avviate subito dopo la cerimonia di apertura e che vedranno un processo di co-creazione con la scena creativa locale insieme ad artisti. Attraverso processi di co-progettazione e un bando rivolto alla scena creativa andremo a creare un grande palinsesto co-prodotto, provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo. Proprio perché Matera ha imparato a creare programmi partecipati in cui sia gli artisti che i produttori culturali locali che i cittadini sono protagonisti dei processi culturali e creano cultura, non si limitano soltanto a consumarla. Vi parlavo delle quattro immersioni che abbiamo immaginato per questo programma culturale. La prima immersione va sotto il nome di stratificazione, quindi il tempo e la memoria. Avremo il piacere di poter ospitare una grande mostra fotografica dedicata alle mure esploreremo poi il tema delle matrici mediterranee attraverso un ciclo di eventi musicali che va sotto il nome di Fonosfera Mediterranea, per poi arrivare a un evento altamente emozionale che in Matera è Celestellato, momento in cui la città si trasforma e accoglie i visitatori. Sotto il grande tema delle stratificazioni rientra anche una mostra dedicata all’archeologia medievale, oltre a un focus sul restauro come pratica di diplomazia culturale che realizzeremo insieme all’Istituto Centrale del Restauro, che ha una sede molto importante anche a Matera. La seconda immersione è quella degli isolamenti, interpretando il tema dello spazio e della resilienza, in cui l’area interna non è un limite, ma diventa una risorsa, uno strumento di riflessione. A questo cluster appartengono, per esempio, una serie di progetti che verranno affidati alle comunità. Anche una lettura collettiva del Cantico delle Creature, per celebrare gli ottocento anni di San Francesco, ma anche perché il Cantico, tradotto in trenta lingue, rappresenta il tema del dialogo interculturale che è centrale per la capitale mediterranea della cultura. Si passa poi al cluster delle contaminazioni attraverso una serie di concerti che saranno realizzati anche in collaborazione con la nostra gemella Tetuàn o attraverso il festival del dialogo interculturale, senza dimenticare una grande mostra dedicata ad Adriano Olivetti che avremo il piacere di ospitare a Matera. Tengono sempre al tema delle contaminazioni anche il Festival del Design Mediterraneo, in cui il design e l’artigianato diventano strumenti per riscoprire le matrici comuni, ma anche per indagare in che direzione sta andando il panorama economico, perché una capitale naturale è anche un motore di economia. Si chiude poi con l’ultimo cluster che si chiama transumanze, il movimento che serve da fattore generativo in cui il tema dello spostamento artistico genera nuove opportunità. Qui avremo una serie di grandi appuntamenti dedicati al cinema, ma anche la nuova edizione di Materadio, la festa di Radio 3 che ha accompagnato Matera negli anni di preparazione all’anno in cui è stata capitale europea della cultura e che torna felicemente a Matera per riaccompagnarci in questo percorso. Sempre per le transumanze, un’importante conferenza sulle politiche strategiche per il futuro, a partire da quelle dell’Italia, come piano Matteo Olivetti, ma andando a intercettare anche il grande patto per il Mediterraneo, la politica strategica che la Commissione europea ha lanciato a ottobre e su cui Matera intende portare un contributo significativo. Si chiude l’anno con un’installazione artistica che va sotto il nome di Porta della Speranza, che diventerà poi lascito della capitale mediterranea, per arrivare al 28 novembre, giornata del Mediterraneo, in cui la città chiude il suo anno da capitale senza chiuderlo, ma lo rilancia con una serie di nuove iniziative e diventa un momento importante in cui la città di Matera consegna il progetto Capitali Mediterranea. e le altre città che saranno capitali mediterranee, ma anche le capitali europee del sud dell’Europa, il suo nuovo programma manifesto di nuova cittadinanza Euro-Mediterranea. Oltre a questi appuntamenti principali, avremo poi una serie di rassegne letterarie oltre che cinematografiche e dei cluster progettuali che saranno anche esplorati e realizzati in collaborazione con un’università della Basilicata.»

L’intervento di Clemente Contestabile, Consigliere diplomatico del Ministro Alessandro Giuli

Questa mattina ha avuto un’emergenza di servizio e purtroppo non può essere con noi. Si scusa con il Presidente Bardi, con il Sindaco Nicoletti e con tutti voi. Leggo il messaggio che avrebbe pronunciato. Caro Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, caro Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, cara Direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando. Buongiorno a tutti e a tutte.

Siamo felici di avervi al Ministero della Cultura per la presentazione di una rassegna che non riguarda soltanto una città, Matera, o una regione, la Basilicata, ma l’Italia e l’Europa intera. Siamo molto orgogliosi che per la prima volta una città italiana si possa fregiare del titolo di capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Il Mediterraneo ha chiamato.

E, una volta ancora, Matera si è fatta trovare pronta. Dopo lo straordinario successo come capitale europea della cultura nel 2019, la città dei Sassi è nuovamente caput mundi.

La teoria di eventi, festival, manifestazioni e incontri culturali che Matera ospiterà a partire dal 20 marzo serve innanzitutto a ricordarci questo: la nostra identità europea è bello e doveroso riaffermare, è fatta nel suo etimo culturale e politico di identità mediterranea. L’Europa trae il suo senso più profondo, iniziale e vitale dal Mediterraneo, dal Gran Lago come diceva Marino.

Che unisce Europa e Africa, ed è proprio in questo spirito che Matera condividerà il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo con la città marocchina di Tetuan, celebrando uno spazio di connessione tra popoli, storie e culture.

È una straordinaria rappresentazione del nostro essere euro-africani, in armonia con gli intenti del Piano Mattei per l’Africa, promosso dal governo italiano, consapevole che la posizione geostrategica dell’Italia in un momento di trasformazione degli scenari internazionali passa attraverso la radice e la risorsa mediterranea e africana. È un’intenzione generativa che il Ministero della Cultura sta promuovendo con la massima convinzione attraverso numerose iniziative di cooperazione culturale con i partner della sponda sud del Mediterraneo e che tutti potremo contemplare nella sua origine a Matera.

Matera, capitale mediterranea della cultura e del dialogo, accenderà i riflettori sulla sua vocazione culturale e sulle aree interne del meridione.

È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del Piano Olivetti, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori italiani.

E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti.

Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione. Faremo di Matera la capitale del cinema del Mediterraneo nel 2026 attraverso incontri tra operatori, produttori, istituzioni locali.

Cogliendo produttivamente suggerimenti poetici di tanti artisti incantati da Matera, solo per citarne due, Francis Ford Coppola e Mel Gibson. Daremo spazio anche alla fotografia con un’esposizione che ricorderà Mimmo Jodice, recentemente scomparso. Raccontando il suo Mediterraneo, Jodice ha saputo narrare con la luce l’anima nascosta dei luoghi, mostrare come le radici si facciano presenti e vive, non come nostalgia, ma come incanto e proposta. Alcune delle iniziative vivranno su un doppio palcoscenico italiano e marocchino, tra sponda nord e sponda sud, tra Matera e Tetouan.

Come per esempio l’omaggio al suono mediterraneo, alla comunanza linguistica, alle musiche popolari e rituali del nostro centralissimo angolo di mondo. Quella di Matera è una duplice fortuna: da una parte è un impareggiabile ponte di pietra per il Mediterraneo, dall’altra è una terra immersa che dialoga col mare. È l’archetipo delle aree interne italiane che il Ministero della Cultura ha a cuore perché custodi genuine della fisionomia nazionale e capaci di rinnovarsi attraverso la creatività e la proiezione verso l’avvenire.

È per questo che aspiro per Matera, terra immersa, ponte di pietra, luogo del cuore di tutti noi, al successo che merita per il suo anno da capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Grazie.

L’intervento di Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera

Ringrazio il Ministro Giuli, il Ministero per la Cultura e il Governo in generale per aver sposato questa iniziativa che vede una città straordinaria come Matera tornare a proporsi sul palcoscenico internazionale come luogo da cui nascono e viaggiano messaggi per la contemporaneità.

A questo tavolo sono seduto accanto al consigliere Contestabile che ha subito accompagnato questo nostro progetto, accanto alla direttrice Orlando della Fondazione Matera Basilicata 2019, che ha fatto nascere il progetto quando i riflettori sulla città sembravano spenti, accanto al presidente Vito Bardi della Regione Basilicata che sostiene la nostra città nella sua progettualità e nella sua proiezione verso il futuro.

Parlare di Matera, una delle città più antiche del mondo, è parlare di una città dove dal Paleolitico l’uomo vive e da quando l’uomo ha imparato a vivere insieme in una comunità stanziale, da migliaia di anni nella città di Matera vivono comunità di persone. Parlare di una città così antica in termini di futuro non è qualcosa che deve stupire, ma è qualcosa che si basa sulla concretezza di quello che viviamo anno dopo anno, grazie alla capacità di questa città di sapersi riprogettare. Le città sono degli organismi viventi, sono degli organismi che non si fermano su se stesse, sono fatte di persone ma sono fatte anche di materia, sono fatte di relazione, sono fatte di messaggi e un progetto come la capitale mediterranea della cultura e del dialogo racconta tutto questo e nasce da questa consapevolezza.

Il Mediterraneo ci dice la città di Matera e il progetto che l’Unione per il Mediterraneo e la Fondazione Anna Lindh hanno scelto per il 2026 insieme a quello della città di Tetuán.

Matera ci dice che il Mediterraneo non è soltanto acqua, non è un confine liquido come dicono alcuni, ma è anche un territorio di connessioni che sono radicate nella profondità del tempo.

Nella città di Matera, costruita scavando nella roccia e utilizzando quella roccia per edificare i palazzi, la roccia stessa contiene al suo interno conchiglie, fossili. Nel territorio della nostra città è stata ritrovata un fossile di balena che ci racconta ancora una volta come il mare, questo Mediterraneo, è radicato profondamente nella nostra storia.

Oggi la città di Matera prende questi elementi e li traduce in un progetto che appartiene ad una comunità che ha costruito se stessa negli ultimi decenni sapendo raccontare al mondo intero quello che è un articolo di un po’ di anni fa ormai, definire il più straordinario esempio di rinascita urbana d’Europa.

Quella che è stata la capitale europea della cultura e che oggi è la capitale mediterranea della cultura e del dialogo ha sviluppato un progetto armonico fra le proposte del territorio, il ruolo delle istituzioni, fra quello che è stato immaginato in fase di candidatura e quello che la città oggi, in queste ore e nelle prossime settimane, plasmerà grazie ad un processo di co-creazione che si svilupperà attraverso il dialogo, attraverso il coinvolgimento della comunità, attraverso le reti che nasceranno grazie alle residenze artistiche ed attraverso la presenza di un’istituzione come il Ministero della Cultura e le opportunità che verranno anche dalla presenza di istituzioni come il Ministero degli Esteri, la Presidenza del Consiglio che ha preso la nostra proposta e l’ha trasformata in quello che noi oggi stiamo vedendo e vedremo nei prossimi tempi, nei prossimi mesi, dal venti marzo, data della cerimonia inaugurale, e io dico non fino al ventotto novembre che sarà la giornata conclusiva ma fino ai prossimi anni per un motivo molto semplice.

Il progetto di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo non è un evento che nasce il 20 marzo e muore il 28 novembre, vivo come è viva la città di Matera. Nasce oggi e ha una proiezione che guarda avanti negli anni.

Abbiamo immaginato il coinvolgimento degli artisti della scena culturale che racconterà Matera del Mediterraneo come una nuova offerta che l’Italia conta, attraverso la cultura, un territorio. E questo territorio sarà Matera, ma attraverso Matera sarà la Basilicata, sarà il Mezzogiorno d’Italia e sarà l’Italia intera.

Il ruolo della città è quello di definire un palinsesto di opportunità.

Il ruolo di un progetto è quello di costruire qualcosa che prima non c’era o era diverso e la trasforma in realtà, qualcosa di nuovo.

Il programma, inteso come un cantiere, trova espressione anche nella cerimonia inaugurale. Matera oggi non ha ancora un teatro, un luogo chiuso dove sia possibile godere di un palcoscenico e di una platea con un numero adeguato di posti dove poter accogliere le persone che verranno a vivere la cerimonia inaugurale. Abbiamo immaginato di valorizzare quello che è il cantiere più importante che oggi abbiamo nella nostra città, il cantiere di un teatro.

Il teatro Duni, che nasce nel dopoguerra, un’architettura contemporanea che ha segnato la vita culturale della città dagli anni cinquanta fino al finire degli anni novanta, è ormai da troppi anni chiuso.

A un finanziamento regionale è stato acquisito nella proprietà del comune proprio per il 2019 quel teatro che ha segnato la vita culturale della nostra città.

Il 20 marzo aprirà se stesso non come opera finita, ma come opera vera e propria, opera in trasformazione, come cantiere con la formula del cantiere evento, per cui la cerimonia inaugurale avrà una sua prima parte dalle cinque del pomeriggio, la parte istituzionale, con un cantiere che torna ad essere vivo e aperto alla città.

E dà un messaggio ancora più forte con una comunità che non si ferma davanti alle difficoltà, così come il Mezzogiorno non si ferma davanti alle difficoltà, così come l’Italia sa raccontare al mondo la qualità dell’ingegno, della creatività tutta italiana. Questo cantiere sarà il luogo in cui daremo il via a Matera 2026. Gli spettacoli e gli interventi istituzionali saranno contenuti in questo luogo e subito dopo, con questo spirito di una città viva e vivace, altri cantieri della città, nel centro della città, risuoneranno di musica e di cultura e accompagneranno le persone dal luogo del teatro fino a quella grande cava naturale che sono i rioni Sassi, patrimonio UNESCO, con il prospiciente altipiano murgico che in serata si trasformerà in uno spettacolo esso stesso.

Questo passaggio con un rituale che è un rituale tutto mediterraneo, che ci ricorda gli antichi greci, la gora zein, il camminare nel centro di una città, ci accompagnerà attraverso momenti musicali che animeranno i vicinati, i balconi delle case. Ci accompagnerà fino al San cavernoso dove noi potremo godere dello spettacolo della murgia trasformata per l’evento con uno spettacolo paesaggistico con proiezioni e tecnologia che abbiamo visto applicata in altri contesti, laser, droni. È una narrazione che racconterà Matera, Mediterraneo, attraverso la realtà e la nuova tecnologia. Concluderemo questa giornata straordinaria in un contesto unico al mondo come i Rioni Sassi di Matera. La città quindi si sta preparando.

L’intervento di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata

Grazie, grazie a tutti intanto.

Ringrazio tutti i presenti, congiure contestabile per il messaggio del Ministro Giuli.

E tutti i presenti, le autorità presenti, tutti coloro che stanno seguendo quest’evento che è particolarmente significativo per la Regione Basilicata.

Prima di tutto voglio ringraziare il Ministro Giuli per l’attenzione che sta rivolgendo a questo evento, ma soprattutto che conferma ancora una volta il valore strategico di questa iniziativa per il nostro paese, quindi non solo per la nostra regione.

Vorrei anche sottolineare un altro aspetto, che questo di oggi non è solamente l’annuncio di un programma culturale e l’apertura di una stagione nuova. Una stagione nuova in cui, mi permetto di dire, non solo Matera ma l’Italia, quindi la nazione, sceglie di collocare la cultura al centro della propria presenza nel Mediterraneo.

Quindi questo connubio, questo collegamento fra Matera, la città di Tetuán e 43 paesi del Mediterraneo che parteciperanno a questo grande evento è un atto, permettetemi di dire, culturale, politico, di grande portata.

Sicuramente questo è un segno di un Mediterraneo che non separa, di un Mediterraneo che connette e che riconosce soprattutto nella cultura quella forza capace di costruire fiducia, cooperazione e sviluppo umano.

Matera, è stato sottolineato già negli interventi, non ha bisogno di presentazioni, viene da un momento storico particolare che è stata Matera capitale europea della cultura nel 2019.

Ha il suo titolo di patrimonio mondiale dell’umanità. È una città ormai conosciuta non solo in regione, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. La Regione Basilicata, come ha detto il Sindaco, sta sostenendo questo progetto.

Con una visione chiara e con un impegno concreto, riconoscendo nella cultura quella che è una leva strategica di sviluppo e di apertura internazionale. Un sostegno che non si limita solamente all’aspetto organizzativo, ma che si traduce in politiche, investimenti, relazioni capaci di rafforzare la presenza della Regione Basilicata nel Mediterraneo. Una regione che crede nella cultura come infrastruttura civile e come motore di coesione. È un impegno che si è tradotto in questo momento storico in azioni concrete.

Penso a quello che la Regione ha fatto per la Biblioteca Siliani di Matera, che oggi è diventata un vero presidio culturale e luogo di comunità.

Alla rinascita del teatro Duni dove si terrà il momento celebrativo del 20 marzo. Alla valorizzazione di tutti i musei della città di Matera, Palazzo Lanfranchi, il Muzna, il Parco Nazionale, il Parco della Murgia Materana e alla stessa Fondazione Matera 2019 Basilicata.

Credo che questi siano interventi importanti che testimoniano anche quanto ci tenga la Regione alla cultura. Matera diventa così la metafora di un Mediterraneo che vive anche lontano dalle coste. Matera non è una città che sta sul mare, questo è un altro elemento da sottolineare. Però diventa la capitale della cultura del Mediterraneo. Quindi questo è estremamente importante, significativo.

Nelle città interne, nei territori che custodiscono identità profonde e capacità di dialogo.

C’è poi un legame che è stato sottolineato dal discorso del Ministro Giuli, che è quello con Adriano Olivetti. Negli anni ‘50 Olivetti vide Matera come un luogo emblematico per ripensare lo sviluppo mettendo al centro la dignità della persona, la qualità dell’abitare, la forza della comunità. Matera 2026 vuole raccogliere proprio quell’eredità di Olivetti.

È la post delle poste del Mediterraneo, una cultura diffusa, radicata nei territori, capace di generare coesione e responsabilità condivisa.

Termino dicendo che il 20 marzo 2026, con la cerimonia di apertura, daremo avvio ufficiale a questo percorso. Sarà un momento simbolico, politico, che insieme affermerà il ruolo dell’Italia come protagonista nel dialogo mediterraneo. David Sassoli concluse il suo intervento dicendo, riprendendo Archimede: “Datemi una leva e vi solleverò il mondo.” Discorsi che fece proprio a Matera. E noi ripartiamo da quella considerazione di Sassoli.

Sottolineando che la cultura sia la nostra leva verso il progresso delle nostre civiltà. È un impegno da parte di tutti, un impegno da parte del comune, della fondazione, del ministero, della regione e mi auguro che questo possa essere un evento significativo.

Ma soprattutto che possa rendere la nostra terra una terra di riferimento per tanti, perché da un punto di vista culturale abbiamo tanto da dire e tanto ancora nel proseguire del tempo.