Custodire voci e volti umani, a Bari il dibattito etico sulle nuove missioni del giornalismo

Quella che stiamo vivendo è una vera e propria rivoluzione digitale. Una trasformazione tecnologica che porta con sé, in parallelo, sfide deontologiche senza precedenti. È con questo obiettivo che si sono riuniti a Bari, nella Sala Odegitria della Cattedrale, i vertici delle principali testate giornalistiche del territorio. L’evento, organizzato dall’UCSI Puglia – Unione Cattolica Stampa Italiana – si intitola “Custodire voci e volti umani”, a sottolineare il profondo confronto identitario sulla responsabilità del racconto pubblico e sulla tutela della dignità della persona. In occasione della sessantesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il dialogo si concentra sul rapporto tra verità, rispetto e responsabilità dell’informazione. Al centro del dibattito anche il nuovo fronte dell’intelligenza artificiale, con i suoi algoritmi e i rischi con cui i giornalisti sono chiamati a confrontarsi: dalla verifica delle fonti alla tutela della dignità delle persone coinvolte nei fatti raccontati. Una riflessione sul ruolo del cronista oggi che richiama anche il pensiero di Papa Leone, il quale invita a porre l’accento sulla rivoluzione in atto: una trasformazione che non è soltanto digitale, ma anche profondamente antropologica. Custodire la bellezza del reale diventa così sempre più complesso, e richiede ai giornalisti un impegno ancora maggiore, libero da interessi personali.